LA I^ VISITA PASTORALE Un anno di servizio alla comunione

L’annuncio del Ministro Provinciale, Padre Gino Buccarello, l’8 ottobre scorso, Festa della Madre del Buon Rimedio. “Non è un’ispezione ma un’occasione speciale per ascoltare, dialogare, condividere e verificare”

Vita di Provincia

Adistanza di quasi un anno dall’ultimo Capitolo Provinciale che ha sancito l’unificazione delle due Province italiane e l’incorporazione del Vicariato Generale di San Giuseppe (Austria), il nuovo Ministro Provinciale Padre Gino Buccarello, l’8 ottobre scorso, solennità della Beata Vergine Maria, Madre del Buon Rimedio, ha reso nota la sua prima Lettera circolare, nella quale ha presentato programmi, appuntamenti, obiettivi. La Lettera circolare è stata l’occasione propizia per annunciare a tutta la comunità della Provincia trinitaria “San Giovanni de Matha”, la prima Visita pastorale che ha come finalità quella di “approfondire - scrive Padre Gino - la conoscenza della realtà della Provincia e incoraggiare il cammino di ciascuna comunità e di ciascun religioso nella direzione di una maggiore fedeltà alla nostra consacrazione e di una maggiore efficacia e visibilità del nostro apostolato”. Come sottolinea Padre Buccarello, essa non è una visita di “controllo” o una “ispezione” per verificare l’efficienza e la regolarità della vita delle nostre comunità, quanto “un servizio alla comunione della nostra Provincia e il suo stile, pertanto, è quello dell’ascolto, del dialogo, della condivisione e della verifica”.

L’ascolto
Il primo degli elementi che il Ministro Provinciale indica come fondamentali all’interno della sua Visita pastorale è “l’ascolto della Parola di Dio e del Cristo stesso (…). è a Lui anzitutto che occorre prestare il nostro orecchio, affinché lo riconosciamo sempre presente mentre ci avverte: ‘Ecco, sto alla porta e busso’ (Ap 3,20). è con Lui che occorre cercare nuovamente il dialogo e la comunione, nel discernimento spirituale e in una spiritualità che scava dentro al cuore delle persone e delle comunità. Siamo chiamati, sullo stile del nostro fondatore e riformatore, a radicare in Cristo la nostra vita”
Il dialogo L’ascolto di Cristo e della sua Parola conduce alla dimensione del dialogo nella comunità. “La nostra regola - scrive Padre Gino - comincia con la parola “fratres”. è il termine più ripetuto nei quaranta capitoli. Al tempo di San Giovanni de Matha, questa parola rappresentava una sfida per la Chiesa e per la società, fondate sulle distinzioni gerarchiche e sul potere e quindi fortemente discriminatorie. Ma sappiamo bene che questa parola rappresentava per il nostro Fondatore il modo concreto di ‘vivere la Trinità’. Anche oggi vivere da fratelli rappresenta una sfida nei confronti di quell’individualismo esasperato che non riconosce valore alla comunità”.

La condivisione
All’interno della comunità, ogni Trinitario è chiamato a condividere la propria esperienza di fede, i propri affanni, le proprie incertezze, le proprie speranze. “Siamo chiamati - continua il Ministro Provinciale - a dare al nostro apostolato la qualifica di ministero di comunione. Il nostro ‘fare’ non ceda mai alla tentazione della autoreferenzialità. Ogni espressione del nostro apostolato, sia pastorale che sociale, deve avere come soggetto e come riferimento imprescindibile.

la comunità
La verifica dell’impegno La visita pastorale è, infine, occasione per verificare la bontà del lavoro svolto nelle rapporti con l’esterno. Innanzitutto, quello con i laici, che condividono con i religiosi progetti ed impegni. “Il loro contributo, le competenze che hanno maturato nei vari settori della vita sociale, la loro professionalità, illuminata dalla fede e orientata dal nostro carisma - afferma il Ministro - oggi più che mai è essenziale (…). Una Chiesa senza l’apporto dei laici, una famiglia religiosa senza la presenza operosa di coloro che hanno scelto di vivere nel mondo la loro consacrazione battesimale sarebbe decisamente più povera”. Dovunque sarà possibile, è intenzione del Ministro Provinciale incontrare i gruppi giovanili delle parrocchie, per invitarli a fare del Vangelo il riferimento della loro crescita umana, culturale e spirituale. “Tutti noi religiosi - confessa Padre Gino Buccarello - dobbiamo essere vicini al fragile mondo dei giovani, per suscitare in essi il coraggio di seguire il Signore. La pastorale vocazionale, che resta una vera urgenza specialmente in Italia, non può se non proporsi come un servizio di accompagnamento spirituale dei giovani, per suscitare in essi il coraggio di donarsi completamente al Signore. Non dobbiamo aver paura di aprire le nostre case ai giovani”. Ai rappresentanti delle istituzioni il Ministro ribadirà la volontà di contribuire allo sviluppo del territorio nel quale i trinitari sono inseriti, nella consapevolezza che il vero sviluppo si realizza quando si presta attenzione ai poveri e agli emarginati. “Sarà mia premura - si impegna il Ministro all’interno della lettera - incoraggiare ogni tentativo di integrazione delle nostre case ed opere con la società civile e il mondo del volontariato. Le nostre case siano sempre piùpresidi permanenti di carità operosa”. Ai Vescovi locali, infine, il Ministro si impegna ad assicurare la piena collaborazione e comunione. “Non abbiamo interessi particolari da difendere, ma vantiamo l’unico onore di servire Cristo nei poveri e negli esclusi. è la passione per la libertà che ci anima. Oggi più che mai, e sono le parole e gli appelli di Papa Francesco che ce lo confermano, il nostro carisma chiede a ciascuno di noi un supplemento di generosità e speranza per potersi esprimere in tutta la sua forza evangelica e la sua perenne attualità. Oggi più che mai l’uomo incatenato nel corpo e nello spirito ha bisogno di tanti buoni samaritani che sappiano versare sulle sue ferite l’olio della consolazione ed il vino della speranza”.

Le nostre speranze
“Sono certo - conclude il Ministro Provinciale - che da questa esperienza potremo trarre tutti un grande impulso per continuare il nostro cammino ‘lieti nella speranza, forti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, solleciti per le necessità dei fratelli’ (Rm 12,12-13)”.

di Annalisa Nastrini

 

 

L'ULTIMO NUMERO

RUBRICHE
SERVIZI

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, a scopi pubblicitari e per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso Accetto