Contagia il mondo nuovo delle Confraternite

Le Confraternite non sono “realtà da museo, rassegnate a scomparire, ma realtà nuove, vive e vivificanti nel no­stro mondo bisognoso non di discu­tere su Dio ma di toccare, sperimentare, vedere, commuoversi davanti a Dio”. Lo ha detto mons. Mauro Parmeggiani, vescovo di Tivoli e assistente ecclesiasti­co della Confederazione delle Confra­ternite delle diocesi d’Italia, che riunisce 3mila delle 6mila Confraternite presenti nel nostro Paese, e può contare sull’ade­sione di oltre un milione di persone su tutto il territorio nazionale. Tra le inizia­tive messe in cantiere a livello nazionale, la realizzazione di un Museo della pietà popolare a L’Aquila: un museo “virtua­le”, dove grazie agli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia il visitato­re potrà familiarizzare con la ricchezza dell’immenso patrimonio, artistico e li­turgico, delle Confraternite diffuse nel Paese.

Tre parole per dire “prossimità”

Una raccolta di solidarietà per gli alluvionati in Sardegna: è l’impegno di “prossimità” preso dalle Confraternite in occasione del primo cammino regio­nale dell’associazione, in programma a giugno nell’isola. Le Confraternite di Abruzzo e Molise, invece, si daranno appuntamento il 26 giugno a Sulmona. Il presidente della Confederazione delle Confraternite delle diocesi d’Italia, Fran­cesco Antonetti, punta sui cambiamenti in atto nella Confederazione, che pur avendo uno Statuto elaborato dalla Cei nel 2000 in questi anni “è esistita un po’ come la brace sotto la cenere” e che ora, invece, gode di una “ritrovata visibilità” grazie all’impegno corale di laici, vesco­vi e parroci, con la novità della presenza delle donne anche negli incarichi di re­sponsabilità a livello locale e nazionale. A rilanciarne le motivazioni è stato anche Papa Francesco, che nell’incontro del 5 maggio e nei paragrafi dell’Evangelii gau­dium dedicati alla pietà popolare ha scel­to tre parole - “evangelicità, ecclesialità, missionarietà” - che suonano come una sorta di “documento programmatico” per le Confraternite.

Fede, cultura e società

Anche la fede semplice e umile può essere contagiosa per la società civile. Ne è convinto il Papa, che nella sua esorta­zione apostolica afferma che una “spiri­tualità incarnata nella cultura dei semplici ci aiuta a uscire da noi, ad essere pelle­grini della fede”. Mons. Parmeggiani sintetizza questo atteggiamento con una parola: “mistica”, ossia “spazio di in­contro con Cristo”, per “evitare che fede e vita vadano progressivamente sempre più su binari non solo paralleli ma pro­gressivamente divergenti tra loro”. Pietà popolare, dunque - cosa ben diversa dal “devozionismo” - come risposta anche alle “minacce alla famiglia dove prevale la cultura dell’unione provvisoria al di fuori dell’unione sacramentale”, e si ar­riva “alla nefasta insistenza di parlare di genitore 1 e genitore 2 senza palare più di padre e madre”. Fede, carità, operosità nel sociale: questi, spiega Antonetti, i tre versanti di azione delle Confraternite, chiamate ad “esercitare forme di carità che vadano incontro alle antiche e nuo­ve povertà” ma anche a “potenziare la loro operatività nel sociale”, partendo dalla consapevolezza che “tutte le attivi­tà sociali sono nate dalle Confraternite”: basti pensare soltanto agli ospedali e ai cimiteri.

Le iniziative sul territorio

Tra gli appuntamenti nazionali in ca­lendario nel 2015, appuntamento a To­rino, in occasione dell’Ostensione della Sindone. Intanto, a livello regionale fer­vono le iniziative in dialogo con il ter­ritorio. La Confraternita del Santissimo Crocifisso di Monreale e la Confraterni­ta dell’Addolorata di Taranto, ad esem­pio, stanno preparando un incontro per ricordare la figura del Capitano Basile, tarantino di nascita, trucidato dalla ma­fia a Monreale il 3 maggio del 1981. A Monreale - spiega Valentino Mirto, pre­sidente della Confraternita SS. Crocifis­so - è partito anche il progetto “Risorse del territorio”, che vede le Confraternite impegnate non solo durante le proces­sioni, ma 365 giorni l’anno. L’obiettivo è contrastare la piaga della dispersione scolastica, per scongiurare la quale è stato firmato un protocollo di intesa con tutte le scuole di Monreale.

Finora, si è riusciti a risolvere due casi di dispersione scolastica: ma i pro­fessori e i ragazzi si sono mobilitati, grazie a tutte le Confraternite, per fare a loro volta da “traino”, nella risoluzione di altri casi difficili.

 

di M. Michela Nicolais

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