Discernimento e misericordia DOPO IL SINODO SULLA FAMIGLIA

  • Stampa

A qualche settimana dalla chiusura del Sinodo dei Vescovi sulla Fa­miglia, due parole sembrano ri­suonare come monito per quanti vogliano davvero accoglierne l’inse­gnamento: discernimento e miseri­cordia.

Sin dall’inizio la riflessione del Si­nodo ha voluto caratterizzarsi in ter­mini pastorali, come itinerario di sal­vezza, come ricerca di un percorso da compiere nel segno della fedeltà alla Parola e di ascolto dell’uomo e quindi come espressione di un compito in­centrato sull’annuncio, sulla testimo­nianza e sulla accoglienza. Un com­pito difficile, non tanto per il tema trattato, quanto per la complessità dell’esperienza cui quel tema rinvia.

La cultura contemporanea si difen­de dalla complessità, affidandosi alle formule semplificative, cercando gli schemi che condensano e riassumo­no. Il mondo non trova né il tempo né la voglia di guardare in profondità; non riesce a cogliere la luce e l’incanto della singolarità; si blocca sulla soglia di quel che appare; si lascia incantare dall’istante; si perde nell’attimo fug­gente; non avverte l’incanto della per­sona nel suo mistero di singolarità. Il mondo trova più comoda la scorciato­ia della prescrizione, che non fa per­dere tempo e consente di discrimina­re, distinguere, separare, disgiungere.

Il Sinodo ci ha ricordato che non è questa la strada da percorrere, per­ché ci vuole discernimento, occorre la fatica e la pazienza di farsi prossi­mo, mettendo in campo l’attitudine a capire, la disponibilità a camminare insieme, la fiducia nella Provvidenza, l’accettazione dei tempi di crescita di ciascuno.

Nella logica voluta dal Sinodo, la norma non scompare, ma lascia il po­sto alla regola e quindi all’autodiscipli­na, al rigore morale di ciascuno, alla confidenza con la propria storia, all’ac­cettazione del abbraccio di pace con la Chiesa e, per suo tramite, con la Sor­gente stessa della Grazia.

La norma ritaglia il compito entro i confini della sanzione, della pre­scrizione, del debito formale. L’atteggiamento della Chiesa (e quindi di ciascuno di noi) cerca orizzonti più ampi: là dove la liberazione della persona viene dalla sua docilità verso la Parola, con l’aiuto di chi offre acco­glienza e testimonianza, e con il soste­gno della misericordia.

In questo senso il Sinodo ha segna­to almeno quattro compiti che vale la pena ricordare.

a) La famiglia si salva soltanto in­sieme alle altre famiglie, nel seno stes­so della Chiesa, che si fa accogliente e misericordiosa verso tutti coloro che, celebrando l’amore terreno, si avvici­nano alla grazia dell’amore divino.

b) Per essere accogliente la Chiesa (e, in essa, ciascuna famiglia) ha biso­gno di trovare nella stessa sua quoti­diana esperienza, uno spazio per farsi misericordiosa ovvero attenta e gene­rosa verso le miserie del mondo, ver­so quelle tante miserie che inibiscono la piena partecipazione al convito di­vino.

c) La famiglia è essa medesima esperienza di amore e di misericordia, nel senso che la relazione coniugale e quella dei genitori verso i figli (o dei figli verso i genitori) trovano moti­vazione ed efficacia nella gioia e nel dono, e si intrecciano continuamente con la disponibilità a farsi accoglien­ti, anche verso le miserie dell’altro, come Cristo nei confronti della Chie­sa, come il Signore delle genti nei con­fronti dell’umanità.

d) L’amore della famiglia non ha carattere possessivo e neppure esclu­sivamente dativo: è una sorta di reci­proco sostegno che fluisce in maniera circolare, sia all’interno dell’intera compagine familiare, sia fra essa e le altre famiglie, nella comunità dei fe­deli.

Per questo l’amore dei coniugi è sempre trino, mai riservato ed esclu­sivo, perché sempre germinativo di amore e di grazia. In questo senso la famiglia è icona della Trinità, come ben si dirà nell’imminente conve­gno dell’Ordine Secolare Trinitario (Roma, 20 - 23 novembre 2015).  

 

Nicola Paparella

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, a scopi pubblicitari e per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso Accetto