Il chiasso mediatico ALTERA,CONFONDE, INQUINA

 Quanto rumore, quante inutili in­formazioni, quanta gente che parla in tv e quante poche cose si sanno della vita pubblica italiana e mondiale.

Gli esperti della comunicazio­ne lo chiamano “rumore”, brusio, chiacchiericcio. Qualche volta sareb­be meglio definirlo chiasso. Chiasso mediatico. Una pericolosa forma di inquinamento.

Non c’è soltanto l’inquinamento delle acque, dei terreni, dell’aria… ci sono anche le tossine che colpiscono i nostri occhi e quelle che raggiungono le nostre orecchie.

Il più delle volte le notizie rim­balzano dinanzi a noi, sembrano accavallarsi e sovrapporsi, per poi confondersi nel nulla. Passando da un canale all’altro della tv ci trovia­mo come dinanzi a delle onde d’eco, apparentemente diverse, ma sostan­zialmente eguali. Una sorta di cassa di risonanza che rapisce, stordisce e lascia intontiti. Tanto da non essere più capaci di reagire.

Si diventa incapaci di osare e di discutere, si diventa distratti, soddi­sfatti del frammento, della piccola notizia, della chiacchiera, del vocia­re scomposto e inconcludente di chi confonde la verità col mestiere.

Sotto la quotidiana pioggia di paro­le, non c’è spazio per la riflessione e nemmeno per l’analisi critica. Soprat­tutto non c’è la possibilità di cercare, di approfondire, di esplorare, di tro­vare quello che davvero interessa.

E così, nel chiasso mediatico si perdono le piccole voci degli uomini di buona volontà, le poche parole di chi parla col cuore, i semplici annunci di verità.

Tutto si confonde. Arriva il refe­rendum e nessuno ha davvero capito che cosa ci sia in gioco. Si parla del­la strana vicenda dei due fucilieri di Marina trattenuti in India e non si tro­va chi possa o sappia spiegare quello strano groviglio di questioni che tiene lontano dall’Italia due persone, so­vente descritte come innocenti.

E a proposito dell’India, c’è qual­cuno che sa spiegare come mai laggiù si possa comperare per 700 euro una terapia per l’epatite C che in Italia co­sta 74 mila euro? Misteri. Nessuno ne parla.

Tutte le forme di inquinamento finiscono per alterare e confondere. Anche il chiasso mediatico altera e confonde.

Alla verità si sostituiscono le mez­ze verità e queste scivolano fra le im­magini colorate, si confondono con le allusioni, si fanno coprire dai sottinte­si e diventano parole senza senso.

Poi, ogni tanto, qualche inciden­te rompe l’incantesimo e torna a far capolino la verità, come una fanciulla che emerge fra le macerie di un ter­remoto.

Ci son volute le bombe dell’Isis, sot­to Pasqua, per far ricordare che siamo in epoca di persecuzione a danno dei cristiani. Anche il Papa ne parla; ma la gente comune non se n’è accorta.

Che ogni giorno alcuni cristiani vengano decapitati e che quelle teste vengano infilzate sui recinti dei giar­dini pubblici, pochi lo sanno, quasi nessuno lo dice e la maggior parte non gradisce parlarne. Meglio guar­dare i fornelli della Clerici o i falsi dibattiti di Bruno Vespa. Se poi dalla Siria qualcuno scappa disperato, se qualcuno affronta persino il rischio della vita per sottrarsi alla persecu­zione e al terrore, il chiasso mediati­co ammanta la notizia, la elabora, la contorce, la nasconde e qualcuno in­dispettito ci dice che la Macedonia è stata invasa dai profughi…


Nicola Paparella

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