LA CAPACITÀ DI OSARE E DI METTERSI IN GIOCO

Non ci sono formule magiche. In una stagione di crisi, ciò di cui più si ha bisogno è il lavoro; e se il lavoro manca… bisogna inventarselo. Cercandolo nella propria esperienza, con la propria sensibilità, con l’aiuto fondamentale della propria capacità di ascolto e con il supporto della comunità di appartenenza.

Tutti i suggerimenti sono utili, ma giova rimanere sempre attenti e critici. Le pagine del web sono ricche di siti specializzati che promettono soluzioni straordinarie; il più delle volte si tratta di specchietti per le allodole: pubblicità mascherata ed ingannevole. Meglio rimanerne alla larga.

A noi piace invece pensare a gruppi di attenzione costituiti presso gli organismi associativi o presso le strutture ecclesiali, dove si possa ottenere la presenza congiunta di chi un lavoro già ce l’ha e di coloro che invece lo cercano. Come possono funzionare? Ecco un modello operativo.

Si parte da una ricognizione dei bisogni del territorio: aiuole non curate, famiglie che hanno bisogno di aiuto, difficoltà di reperimento di artigiani, richieste di assistenza per bambini piccoli o anche per giovani che studiano e che hanno bisogno di aiuto, anziani che restano troppo a lungo soli, ecc. Studiare i bisogni sociali di una parrocchia è utilissimo, sia per i pastori d’anime sia per la Caritas e, più in generale, per gli organismi di assistenza.

Il secondo passaggio è una ricognizione attenta delle possibilità di lavoro che si possono offrire. Si tratta di segnalare quante e quali cose ciascuno sa fare e sino a che punto si può impegnare in certi contesti.

Il terzo punto rientra nella specificità organizzativa dei gruppi di riferimento: si possono organizzare cooperative di servizio, gruppi di intervento, piccole società, sino ad arrivare alla moderna formula delle società P-Corp. Ma è meglio cominciare con poco, facendosi aiutare da qualche esperto, anch’egli presente nel gruppo.

A questo punto si può partire, guardandosi intorno offrendo aiuto ed assistenza a chi ne ha bisogno.

Alcune sezioni della Caritas stanno anche facendo un prezioso servizio di sostegno ai giovani: vengono aiutati a compilare un buon curriculum vitae ed hanno allestito una sorta di database dove incrociano le notizie provenienti da chi cerca lavoro con le offerte potenziali che giungono dal territorio. I risultati non mancano, soprattutto quando c’è qualcuno che percorre quotidianamente il territorio per capire dove si possa nascondere una opportunità di lavoro.

I settori che giova tenere sott’occhio sono principalmente quelli dell’agricoltura, della meccanica di precisione, della distribuzione alimentare, del riciclo domestico, dei servizi alla persona, della formazione a supporto della scuola, della cura dei bambini, e, più in generale, della economia domestica.

Gruppi di giovani hanno organizzato un servizio di raccolta di panni sporchi che vengono condotti in centri attrezzati come lavanderie e poi da qui vengono restituiti alle famiglie. Qualcuno ha abbinato questo servizio a quello di riassetto periodico della casa. Un gruppo di giovani ha ottenuto di poter utilizzare un campo non coltivato e, con l’aiuto di un’azienda agricola, ha avviato un’esperienza di coltivazione di ortaggi.

Molte cose sono possibili, ma ciò che riesce da una parte non è detto che possa andar bene in altro luogo. C’è una sola cosa che va sempre bene: la capacità di osare e di mettersi in gioco. Auguri.

Nicola Paparella

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