LA PACE SI COSTRUISCE CON LA PENITENZA

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I l mondo spesso non sa o forse dimentica; ma i Trinitari sanno bene che la pace esige sempre il contributo operoso del cuore e della mente, della volontà e delle opere di ciascuno. La grande famiglia dei Trinitari ha soltanto bisogno di ritornare alle sue radici, di meditare sul proprio carisma, di ascoltare gli insegnamenti sempre attuali del suo Fondatore, per capire che la pace non può essere soltanto invocata.
Oggi non c’è chi non sia disposto ad invocare la pace; ma ciascuno pensa alla generosità di chi sta di fronte o alle responsabilità di qualche lontana autorità. È difficile trovare chi sia disposto a mettersi in gioco per costruire la pace.
 Pace e giustizia sono doni di Dio e diventano stili di vita soltanto se c’è anche la generosità dell’impegno e la perseveranza della iniziativa degli uomini.
Nel mese di febbraio, nella Chiesa universale si è fatta memoria dell’incontro di Abu Dhabi dove, l’anno passato, Papa Francesco e il Grande Imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, hanno sottoscritto uno storico Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale; e sul finire dello stesso mese di febbraio, i Vescovi del Mediterraneo hanno dato vita, a Bari, ad una sorta di grande Sinodo per studiare come si possa stringere un patto di alleanza fra i popoli che abitano sulle sponde di questo nostro mare.
Non basta chiedere, però, un Mediterraneo di pace; occorre andare oltre e progettare le opere di bene che si possono e si debbono realizzare nei paesi d’Europa, nei paesi del Nord Africa e in quelli dell’Asia Minore perché si viva in armoniosa collaborazione e spirito di autentica fratellanza.
Sentirsi fratelli, significa riconoscersi, in umiltà, creature di Dio e quindi depositari di una missione di riconciliazione e di pace. Nel silenzio, lontano dalle parole gridate, fuori dalle trame della violenza e della sopraffazione, al riparo dalle suggestioni del potere, occorre ritrovare le vie della conversione e della pace.
Si apre perciò per la Chiesa e quindi anche per la famiglia trinitaria, una stagione autenticamente penitenziale, di rinnovamento dello spirito e di esercizio del dialogo, nell’ascolto reciproco e nella fraterna collaborazione.
I Trinitari con la loro luminosa, secolare tradizione possono fare molto, possono testimoniare tante loro importanti esperienze e soprattutto possono farsi lievito per quanti vogliano cingere il grembiule ed operare nella comunione e nella condivisione.
Per un Mediterraneo di pace, per lo sviluppo dei popoli, per la distruzioni degli arsenali della guerra e per costruire giorni di pace e tempi di letizia nel Signore.

Nicola Paparella

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