MAX LAUDADIO

MAX CHI...
Nasce a Pistoia il 30 agosto 1971. Passa tutta la sua gioventù dividendosi tra la grande passione per il calcio giocato e l’attività di intrattenimento nei villaggi turistici. Max ha sempre dichiarato: “Ho strappato il mio cartellino della figc quando ho capito che fare il calciatore non era il mio vero sogno. E così, sono partito per quattrocentomila lire al mese come animatore in un villaggio turistico. Volevo lavorare in tv e credevo che quella fosse la mia prima gavetta”. Dopo sei anni di villaggio è arrivata l’occasione. È stato prima autore di alcuni programmi per Disney Channel. Dal 2001 al 2002, su Radio 2, ha condotto in diretta “Il Tropico del Cammello”. Dal 2000 al 2003 prende parte al cast de “Le Iene” in qualità di inviato; dal 2003 prende invece lo stesso ruolo per “Striscia la notizia”. Ama la natura e la difende e, nel 2010, fonda l’associazione “On” con la quale è impegnato, per aumentare la vivibilità e la tutela del parco delle cinque vette. Nel 2017 con il brano “Liberi” è tra i grandi protagonisti del programma benefico “Con il cuore”, nel nome di Francesco in onda su Rai 1.

“NEL VANGELO LA RISPOSTA ALLE DOMANDE DELLA VITA”

Le ha ri-battezzate anche lui, come Francesco Lo­renzi (voce e leader dei The Sun, rock band italia­na le cui canzoni si ispirano da qualche anno alla fede cristiana), “Dio-incidenze” e sono quelle cose che nella vita all’apparenza accadono per caso ma che poi, ri-lette a ritroso, ri-conducono tutto ad un senso unico. Ad una verità. Ad una provvidenza. È successo anche a Max Laudadio, volto noto della tv e inviato di “Striscia la notizia”, il tg satirico di Canale5.

Nessuno avrebbe immaginato che una persona con questo cognome (nomen omen), fino a qual­che anno fa, di Dio non ne volesse proprio sapere. Complice anche la parodia delle mani giunte con gli occhi al cielo di Greggio e Iacchetti, era difficile pensare a lei accostandola all’ateismo. Chi era Max Laudadio fino a poco più di due anni fa?
Ero la stessa persona di oggi, con più difetti ed i mede­simi pregi, ma con la stessa voglia di vita, con la stessa grinta, ma poi mancava qualcosa. Da ateo a cristiano non cambia chi tu sia, modifica le tue priorità, i tuoi bi­sogni perché - sembrerà strano - trovi qualcuno che ti dirige con più esperienza. D’altronde ci ha fatti Lui, saprà cosa ci serve?

In cosa credeva? A quali valori teneva? A chi si affidava nei momenti difficili?
Sono sempre stato una persona onesta e piena di ide­ali. Ho sempre pensato al volontariato, a chi aveva bi­sogno di aiuto, ai malati, ai bambini, sono sempre stato molto attivo. Credevo nella famiglia, anche se ho vissu­to da libertino per molti anni, ho sempre pagato le tasse e donato quello che potevo. Il gran­de problema era che affidavo tutto a me stesso, alla mia intraprendenza, al mio ego. Non ero felice, o meglio lo ero a fasi alterne, e navigavo sen­za meta. Così, come capita spesso, sono crollato perché la vita sa essere anche dura.

Prima che succedesse proprio a lei, credeva nelle conversioni “cla­morose” degli altri? Specie delle persone che lavorano nel mondo dello spettacolo?
Non mi sono mai posto il problema, avevo cose più importanti da fare o almeno così pensavo. Oggi però le credo possibili, se è successo a me può succedere a tutti.

A lei, invece, che cosa è acca­duto? Quale evento le ha cambiato la vita? Che cosa ha rappresentato per lei l’incontro con Ernesto Oli­viero e il Sermig?
Oggi le chiamo “Dio-incidenze”, ru­bando la definizione a Francesco Lorenzi dei The Sun, che non pote­vo non tenere in considerazione. Una serie di eventi, coincidenze, segnali, che erano qualcosa di più che sem­plici casualità. La difficoltà non è che queste capitino ma che vengano rico­nosciute, molti preferiscono ricercare le loro motivazioni nella ragione. Cre­do che semplicemente quel “furbetto” lassù abbia deciso che aveva bisogno anche di me. Ernesto Olivero è un grande uomo, da imitare ed oggi è un mio caro amico. È stato fondamentale per farmi capire che niente nella vita è impossibile se realmente sei accom­pagnato dalla fede. Un suo libro intito­lato “Per una Chiesa scalza”, ha dato energia alla mia conversione.

Come si è trasformato il suo rapporto con le persone e con la realtà quotidiana? Oggi, da cre­dente, quale potrà diventare il suo contributo personale per migliora­re il mondo in cui vive?
Cambiando io sono cambiati tutti i miei rapporti. Se non ti arrabbi, nes­suno lo fa con te, se sei allegro tra­smetti gioia che coinvolge, se rispetti, ti rispettano. È elementare non pen­sa? Io non ho velleità megalomani, ma ogni giorno mi guardo allo spec­chio e mi pongo la stessa domanda: cosa posso fare nel mio piccolo, e sa cosa succede? lo faccio. Non guardo gli altri, lo faccio e basta. Spero che la gente, si ponga prima o poi la stessa domanda. Non ci è chiesto di fare i miracoli ma il nostro massimo possi­bile, che per un bimbo di due anni e quello di chiudere l’acqua e spegnere la luce per noi è un pò di più. Questo è il segreto: fare il tuo massimo e non pensare a cosa fanno gli altri.

Volendo puntare la lente d’in­grandimento sul suo mondo: vive­re la fede nell’ambiente di lavoro, con i suoi colleghi, in un contesto nel quale i valori spesso vengono sacrificati sull’altare di altre priori­tà, quanto le “costa”?
Giudicare è la prima cosa che sto ten­tando di non fare più. Il mondo in cui vivo non è diverso da quello che si tro­va in politica, in fabbrica o addirittura in chiesa. Sono le persone che fanno la differenza. Certo la tv o lo spettaco­lo richiedono doti particolari e spesso finiscono per renderti opportunista e individualista ma, anche fare il prete richiede una dote particolare e non tutti ce l’hanno. Insomma non è la tv sbagliata o la Chiesa sbagliata, è solo il contenitore che ha un contenuto ge­stito da uomini che possono sbagliare, per questo nessun settore è perfetto.

Va ripetendo spesso che nel Vangelo ha ritrovato il segreto della gioia ma che comunque è compli­cato metterlo in pratica... È sempre convinto di questa affermazione? In che modo cerca di renderlo con­creto nella sua vita di ogni giorno?
Mi sono accorto che il Vangelo non è altro che la risposta alla normale vita e le parabole contenute semplicemente la soluzione alla quotidianità. Le faccio un esempio: il buon samaritano dona il mantello? Facile, bisogna essere mi­sericordiosi. Il datore di lavoro paga in vigna la stessa cifra a chi ha lavorato orari diversi? Facile, se hai accettato non devi guardare gli altri, zero invidia. Nel Vangelo ci sono le risposte a tutto quello che la tua vita ti pone davanti, tutto. Se lo applichi sei un uomo felice, è applicarlo sempre, in ogni occasio­ne, anche quando è evidente che non ti convenga farlo. Nel Vangelo non c’è scritto quello che è giusto per te, c’è scritto quello che oggettivamente è giusto, capirà che non è sempre così facile da condividere.

Nel concreto in cosa si impe­gna?
Solo un esempio. L’ultimo in ordine di tempo. “Missione Possibile” è un nuo­vo programma che andrà in onda su Tv2000 a ottobre per tre domeniche durante il mese missionario. A dire il vero si tratta di tre docufilm che rac­contano in che modo cerco di porta­re, nelle missioni che mi ospiteranno, gioia e attività varie. Sarò a disposi­zione dei missionari di turno, dormi­rò e parteciperò con tutto me stesso tentando di rendermi utile e stravol­gerò i loro normali ritmi con laboratori (riciclo, percussioni, cera...), piccoli magie, giochi, ma soprattutto allegria. Visiterò tre paesi con tre motivi diver­si: Haiti, da suor Marcella ed i suoi 134 bambini abbandonati, la Gior­dania, all’Arsenale dell’incontro dalle sorelle della fraternità del Sermig di Torino con ragazzi disabili mentali ma anche di culture e religioni diverse, nel Benin da frate Fiorenzo nel suo ospedale dove cura gratuitamente i poveri. Sono convinto che per me sarà un’esperienza indimenticabile, emozionale e molto profonda e spero che lo possa diventare anche il risul­tato in video che ne deriverà.

Che tipo di rapporto ha costrui­to con Dio? Ha imparato a pregare?
Non si può credere senza pregare. Visto che continuiamo a fare gli stes­si errori e spesso da soli non riuscia­mo ad evitarli, con la preghiera la tua forza aumenta, è doping per l’anima. È come allenarsi, se vuoi fare goal devi allenarti, se vuoi riuscire a fare la cosa giusta devi pregare.

Quale posto occupa nella sua vita il valore della famiglia. Crede nel matrimonio cristiano come sor­gente e culmine dell’Amore con la maiuscola? Quale peso dà al “per sempre” e alla fedeltà nella vita di coppia?
Credo nell’amore, nel matrimonio e nella famiglia, sono felicemente spo­sato e, dopo la conversione, il rap­porto è migliorato notevolmente. La fede é una strada che io e mia moglie stiamo percorrendo insieme. Tradire è parte del male di ogni uomo, non farlo è veramente difficile, ma se poi ci riesci il risultato emozionale che ti ritorna è incredibilmente più grande della mera soddisfazione fisica.

Il “caso Charlie” ha riproposto nelle ultime settimane il tema della vita dal suo nascere al suo morire, un tema che spesso divide l’opi­nione pubblica. Qual è il suo pen­siero in merito al fine vita?
Penso che la vita e la morte le dovreb­be decidere solo Dio ma credo anche che ognuno di noi, proprio perché ci ha donato il libero arbitrio, dovrebbe avere la possibilità di scegliere. È un tema complesso che forse non tro­verà soluzione con teologi, idealisti o liberali ma servirebbe qualcosa di più. Chi delle due fazioni pensa di aver ra­gione credo abbia torto in partenza.

E dell’aborto cosa pensa?
Io non potrei mai accettare di far abor­tire mia moglie, ma non posso vera­mente giudicare chi sceglie una pra­tica così umanamente dolorosa. Una donna, se arriva a tanto, che abbia o non abbia il diritto di farlo, sa bene che sta uccidendo anche un pezzo della sua anima, non credo sia una scelta facile e quindi merita rispetto.

La corruzione e il degrado mo­rale sono alcuni dei mali tra i più gravi che affliggono il nostro Pae­se, specie in ambito politico. Intra­vede vie d’uscita? Crede che la no­stra classe dirigente sia la migliore possibile? Come far risvegliare ne­gli Italiani la voglia di impegnarsi per il bene comune?
Siamo abituati a tutto: ai corrotti, ai furbi, a chi non paga le tasse o il bi­glietto del tram, a chi ruba alle vec­chiette, ma anche ai moralisti e agli ipocriti. Per fortuna non è troppo tar­di, è certamente difficile ma non tutto è perduto. La mia regola vale anche qui: meno morale e più fare, parten­do da noi e non dagli altri. Se è vero come sento profondamente che Dio esiste, ha già scritto la soluzione, noi mettiamoci il nostro. Ognuno sa cos’è giusto o sbagliato, bisogna solo con­tinuare a scegliere liberamente ma preferendo la cosa giusta e non la più utile.

Nei suoi servizi per “Striscia”, anche lei spesso denuncia episodi di malcostume e di abusi di potere. A volte, la ha anche prese. Questa “vocazione” appartiene alla sua persona o è soltanto un copione da “mandare” a memoria per lavoro?
Non recito, ci credo profondamente. Serve denunciare con coraggio sen­nò diventi parte del sistema, anche le piccole cose come cercare un aiuto per una multa o per il muretto abusi­vo di casa tua. Ho la fortuna di fare un lavoro che mi da la possibilità di denunciare pubblicamente ma gli altri potrebbero utilizzare altre sedi. Sia­mo sicuri che tutti hanno la stessa volontà?

Con la sua Associazione “On”, lei si occupa di rispetto della na­tura e dell’ambiente. Avrà letto la “Laudato sì” di Papa Francesco. Che idea si è fatta?
La lettura della “Laudato sì” è stata illuminante, Francesco è il mio mito! Il parallelismo uomo-natura in quella che lui definisce “coscienza ecologi­ca” l’ho trovato geniale. Il nostro mon­do è talmente “usa e getta” che anche i rapporti umani sono diventati questo. Cerchiamo amici per convenienza, lo stesso rapporto che abbiamo istaura­to con la natura. Ringrazio ogni giorno Dio che ci ha concesso un Papa così.

E del suo impegno affinché i cristiani tornino al Vangelo, della sua ostinazione a voler cambiare la Chiesa come istituzione, cosa pensa?
Era ora. La Chiesa ha bisogno dei cri­stiani ma anche viceversa. La Chiesa non può essere politica o affari deve tornare ad essere amore se vuol cambiare il mondo.

Ultima domanda. I Trinitari han­no nel loro dna il carisma della li­berazione dell’uomo da ogni schia­vitù. Qual è il vincolo più difficile da rompere per l’uomo di oggi?
Quello di classificarsi. Siamo tutti uguali, non categorie, solo persone.

di Vincenzo Paticchio

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