NELLO SCAVO

LA NOSTRA UNA RELIGIONE DI LIBERTÀ
I CRISTIANI SONO I PIÙ ODIATI PERCHÉ NON SI SOTTOMETTONO


Giornalista di origine catanese, vive a Como. Dal 2001 è cronista di Avvenire e si occupa di criminalità e terrorismo internazionale. Sotto tutela della Polizia di Stato italiana da tre mesi per aver condotto per Avvenire l’inchiesta che ha svelato la presenza del trafficante di esseri umani Abd al-Rahman al-Milad, meglio conosciuto come Bija, all’incontro di Mineo in Sicilia nel 2017 con le autorità italiane. «Sono sereno e rifarei tutto il lavoro che ho fatto, senza alcun timore» queste le parole del cronista minacciato dopo la pubblicazione degli articoli.
Negli anni, ha indagato sulla criminalità organizzata e il terrorismo globale, firmando servizi da molte zone calde, come la ex-Jugoslavia, la Cambogia e il Sudest asiatico, i paesi dell’ex Urss, l’America Latina, il Corno d’Africa e il Maghreb. Nel 2011 è stato tra i primi al mondo a entrare insieme a Cnn, Reuters e New York Times nella città di Mogadiscio, mentre la capitale somala veniva devastata da una nuova ondata di combattimenti. Nel 2016, dopo avere percorso e raccontato per oltre un anno la rotta terrestre dei Balcani, insieme a carovane di profughi, è stato in Siria scoprendo le catacombe dove sono tornati a vivere i cristiani sotto i bombardamenti. Nel settembre 2017 si è introdotto in una prigione clandestina degli scafisti libici, raccontando quali siano le condizioni dei migranti intrappolati. I suoi libri sono stati tradotti in 16 lingue. Le inchieste su Papa Francesco e alcuni reportage sui migranti sono stati fra l’altro segnalati da The New York Times, The Washington Post, The Guardian, Le Monde, BBC, CNN, Clarin, La Nacion, El Pais, e altri. Nel 2018 l’associazione Articolo21 e la Federazione Nazionale della Stampa gli hanno assegnato il Premio per la libertà dell’informazione. Negli ultimi anni è stato tra i giornalisti internazionali a trascorrere più tempo sulle navi di salvataggio dei migranti nel Mediterraneo. E nel gennaio 2019 è stato il primo giornalista a salire a bordo della nave Sea Watch 3 che per tre settimana è stata bloccata in mare dopo avere soccorso, con la Sea Eye, 49 migranti a cui non era stato permesso di sbarcare.

E se iscrivessimo anche lei nella linea infinita dei perseguitati per la fede?
No, non mi sento di includermi in questa lista perché conosco e ho scritto tante volte sui perseguitati e penso che sia davvero fuorviante essere indicato in questo senso. L’attenzione che c’è su di me è determinata soprattutto dal lavoro che faccio, ed è fuor di dubbio che vi sia anche una motivazione religiosa dato che sono cattolico e credente. Nel mio lavoro ho sempre tentato di rispondere ai crismi minimi del giornalismo asettico-investigativo.

Quando iniziano le persecuzioni dei Cristiani?
Cominciano duemila anni fa con la prima strage, che è quella degli Innocenti. Erode, temendo che qualcuno gli togliesse il trono, per colpire colui che era stato inviato a diventare il nuovo Re colpì una serie di bambini innocenti. Comincia quindi con una lotta di potere e dopo tutti questi anni le ragioni di fondo non sono affatto cambiate.

E oggi chi uccide i Cristiani? È solo colpa del fondamentalismo religioso?
L’elenco è molto lungo e presupporrebbe un volo pindarico attraverso i cinque continenti. Le ragioni sono svariate e legate anche e sicuramente al fondamentalismo che, per la maggiore, è mosso, nelle varie regioni del mondo, da chi manovra interessi politici, commerciali e bellici. Basti pensare alle persecuzioni perpetrate in alcune aree dell’Africa centrale e del Congo dove, anche di recente, sacerdoti e catechisti sono stati uccisi, feriti, imprigionati e torturati per aver denunciato lo sfruttamento dei bambini nelle miniere di diamanti e di coltan, quest’ultimo necessario all’economia 5.0, ossia quella ecologica. Il coltan, infatti, permette il funzionamento di telefonini, apparecchi elettronici ed auto elettriche. Quindi, in questi casi, il fondamentalismo c’entra poco o niente, proprio perché in realtà esso è un’arma, ma per colpire in altro modo.

È soprattutto una questione di interessi, dunque...
Assolutamente sì, ne è un classico esempio ciò che sta succedendo in Nigeria con il Boko Haram, quest’organizzazione terroristica jihadista nota anche come Gruppo della Gente della Sunna per la propaganda religiosa e il Jihād, alleata con il cosiddetto Stato Islamico, che colpisce e perseguita i cristiani da molti anni per mero interesse economico, dacché mira cioè ad impossessarsi delle terre dei cristiani in quanto più floride ed economicamente solidali. Questi Boko Haram, sfruttati a loro volta da chi li manovra per altri fini, operano tale conquista per avere il massimo controllo sul territorio. In Asia, invece, come è stato documentato tante volte, i cristiani vengono perseguitati perché reagiscono allo sfruttamento schiavistico del lavoro, perpetrato anche da importanti multinazionali.

Ma perché il Cristianesimo è la fede più colpita?
Il Cristianesimo, lungi da essere semplicemente quello della domenica, si pratica con l’azione quotidiana. Ed è per questo che tante persone in Asia o in Africa decidono di mettersi in discussione, avviando un dialogo per suscitare un cambiamento delle coscienze. Su questa scia, il Cristianesimo risulta essere la fede più odiata perché è quella che si sottomette di meno. Nel mondo buddista, ad esempio, rispetto al passato quando si pensava che si dovesse accettare la propria condizione di vita, anche precaria, perché essa poi un giorno ti avrebbe dato la possibilità di reincarnarti in un essere migliore, negli ultimi anni invece questa filosofia si sta modificando, grazie anche a Papa Francesco. C’è aria di cambiamento. Recentemente, infatti, uno dei maggiori esponenti del culto buddista, l’attore americano Richard Gere ha deciso di investire una grossa quantità di denaro per il salvataggio di migranti in mare attraverso la ONG Open Arms. Ciò che vent’anni fa sarebbe sembrata una contraddizione, oggi invece è diverso. Non è più importante solo quanta gente si reca a messa la domenica o la stessa libertà di poter celebrare la messa la domenica, ancora oggi vietata in molte parti del mondo, ma osservare come tutto questo possa avere una positiva ricaduta sulle persone nella vita di ogni giorno. Ed è anche una ricaduta culturale perché il Cristianesimo, dove arriva, introduce una religione di libertà, combatte ogni sottomissione, si ribella ad ogni imposizione e lo fa solo con strumenti pacifici.  

Papa Francesco è il primo a condannare la violenza…
Esatto. È accaduto con i Cristiani nella Repubblica Centrafricana, dove si recò per il Giubileo della Misericordia, i quali ebbero una reazione esagerata contro i non cristiani: ebbene sì, lì sono stati proprio i gruppi cristiani, cosa che di rado si sente dire, ad armarsi ed uccidere i gruppi islamici. Più di qualche mese fa, ancora, è accaduto che una milizia cristiana ha assediato un villaggio islamico per sterminarlo ma, provvidenzialmente e tempestivamente, un vescovo cattolico allertato di quanto stava accadendo, recandosi sul posto, ordinò loro di deporre le armi evitando così una carneficina. E, in quel caso, i carnefici erano proprio i cristiani. In Siria invece vi è stata una vera e propria gara tra gruppi radicali islamici a mostrarsi più forti sequestrando, violentando ed uccidendo il maggior numero di cristiani possibile. Il Cristianesimo, pertanto, è ovunque una religione perseguitata: pensiamo a quei famosi braccianti sudamericani che pur recandosi a messa ogni domenica sono stati poi uccisi semplicemente perché reclamavano una paga migliore nei campi dove il latifondo, legato alle multinazionali della frutta, abusava di queste persone rendendole sostanzialmente schiave. È del tutto inaccettabile perché il Cristianesimo è e rimane la religione della libertà, non già di un’accettazione supina di una condizione di schiavitù.

Il fatto che la Religione Cristiana non sia una fede che si sottomette sta causando, secondo lei, la conseguenza di non essere più religione maggioritaria nel mondo?
Questo non lo possiamo prevedere anche perché non possiamo mettere limiti alla Provvidenza, ma siccome è una religione che si scontra con un interesse potente, pervasivo e capillare, dovrà fare i conti con questa realtà. Tuttavia si stanno innescando cambiamenti positivi anche nel mondo islamico e questo sempre grazie a Papa Francesco. Le sue intese, gli accordi ed abbracci con alcuni leader islamici che stanno ora avviando un dibattito teologico all’interno del mondo islamico, forse dureranno decenni se non qualche secolo, ma stanno producendo un cambiamento dal quale difficilmente si tornerà indietro.Per contro potrebbe suscitare reazioni dall’interno del mondo islamico da parte di chi preferisce conservare la situazione attuale o anche uno stato di potere e quindi cercherà di colpire anche quegli islamici che stanno cercando di depurare la religione maomettana da tutte le accezioni fondamentaliste.

Se dovesse fare, in base ai suoi studi, ricerche ed inchieste svolte, una classifica in negativo, quali sono le trincee della fede più gravi in questo momento?
Secondo le statistiche internazionali il posto peggiore dove essere cristiani, in questo momento, è la Corea del Nord ove ci sono dei campi di rieducazione specifici per i cristiani, in cui il dittatore Kim Jong-un ha diffuso un decalogo in sostituzione ai Dieci Comandamenti che i cristiani sono obbligati a studiare e riguarda anche chi deve punire i cristiani stessi. Poi, lì vengono internati, puniti, marginalizzati, uccisi e versano in una situazione di grande difficoltà. E comunque anche in Europa non siamo da meno visto che i cristiani-siriani, provando ad arrivare nel nostro continente, come rifugiati di guerra, si imbattono in dei veri e propri muri, come quello del Presidente Orbàn in Ungheria, che dice di averlo eretto per proteggere l’identità cristiana dell’Ungheria. Quindi in Europa si tenta nuovamente di utilizzare il Cristianesimo come religione politica contro altri, basti notare l’uso che si fa dei simboli religiosi per coagulare e rinsaldare il consenso.

Chi sono invece gli 007 della fede?
Ce ne sono molti. Alcuni sono cristiani-evangelici, altri protestanti, e si muovono nell’ombra in Paesi difficili come l’Arabia Saudita o comunque i Principati ed Emirati Arabi dove è complicato professare la fede in libertà. Altri si trovano in Africa, piuttosto che nell’estremo Oriente ed anche in America Latina, con il compito di far giungere la vicinanza, l’amicizia, l’affetto e l’incoraggiamento della comunità cristiana mondiale a chi vive isolato e perseguitato spesso camuffandosi da figure professionali come può essere un muratore, un operaio, etc., oppure cercando di imbastire delle relazioni anche con servizi di intelligence esteri per acquisire informazioni ed avere la possibilità di far giungere anche una sola copia della Bibbia dove è proibito, come ad esempio in Corea del Nord, dove questo è tuttora un reato tra i peggiori che si possa commettere.
 
Se le dicessi assenza di democrazia e persecuzioni?
Sì, quasi sempre le due cose vanno di pari passo anche se purtroppo oggi stiamo imparando a conoscere delle democrazie che sono molto fragili o del tutto assenti e si presentano con il volto di religione di stato per imporre i propri soprusi o peggio la cancellazione totale di qualsiasi forma di religione. Pertanto, alcune forme di democrazia, anche quella nordamericana utilizzano ancora la religione di stato per poter giustificare una serie di scelte che di cristiano hanno veramente poco.

E il binomio migranti-persecuzioni?
Sì, questo è un binomio molto stretto che spesso sfugge, ma che non riguarda solo i migranti cristiani ma anche coloro che provengono dall’Eritrea, Siria, Etiopia, Niger ed altre zone in cui essi sono prima perseguitati in patria e poi respinti, quando chiedono di poter ottenere un rifugio o riparo lontano dalle persecuzioni. D’altra parte, bisogna dire che, fa davvero impressione per chi, come me, è stato in questi luoghi, vedere come quei Paesi che usano i simboli cristiani adoperano poi delle leggi per respingere altri esseri umani, lasciarli morire in mare oppure tentare di non farli partire con il pretesto di evitargli la morte in mare e poi lasciarli morire in campi di prigionia come quelli libici. Viene spontaneo domandarsi quanto ci sia di cristiano in tutto questo.

La preghiera e la speranza che è una virtù cristiana, ma anche i lavori che fanno in tanti, come gli 007 e gli stessi Padri Trinitari: come difendersi da questa grande piaga praticamente bimillenaria?
Ciò che i Trinitari ci insegnano, attraverso la loro antica tradizione in questo senso, è che davanti alla persona in catene non basta la consolazione e la carezza, ma bisogna tentare di fare il possibile ed anche l’impossibile per spezzare quelle catene, siano esse culturali, ideologiche o materiali. Ma tutto ciò può avvenire solo se ci si mette davvero nei panni dell’altro e questo è un loro grande insegnamento: mettere a rischio la propria vita e le proprie sicurezze per salvare la vita di qualcun altro. Che poi è ciò che è avvenuto sulla Croce.

Un pensiero finale su Papa Francesco. Traspare sempre nei suoi scritti un senso di difesa verso chi è perseguitato. In questa catena di persecuzioni, cosa si sente di dire riguardo alle calunnie, ingiurie e spesso accuse di eresia manifesta di coloro che costantemente attaccano ed assediano il Papa?
Egli ha iniziato già in Argentina a salvare dissidenti e perseguitati tra cristiani e non. Si occupava, insieme ad altri, di portare acqua, cibo, sollievo e conforto nei quartieri poveri e questa dai regimi vigenti veniva vista come un’azione eversiva. Egli ha quindi iniziato da tempo a convivere con l’esperienza delle inimicizie degli avversari e naturalmente oggi il problema si è acuito essendo egli diventato Papa. Tanti sistemi economici occidentali tentano di colpire il Papa, in quanto leader della Chiesa Cattolica tramite anche qualche talpa interna però, grazie a Dio, ci sono ancora persone come i Padri Trinitari che non solo sono vicini al Santo Padre con la preghiera e l’amicizia, ma riescono ad interpretare ed attuare al meglio il suo messaggio per poi viverlo nella quotidianità da pastori.
*ha collaborato Christian Tarantino


di Vincenzo Paticchio
*ha collaborato Christian Tarantino

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