Il modello di ogni cristiano Dio sorgente di santità e d’amore

Il Concilio Vaticano II nella Costituzione dog­matica sulla Chiesa Lumen gentium al capi­tolo quinto parla della vocazione universale alla santità nella Chiesa.

La santità è la vocazione di ogni credente in Cristo. “Nella Chiesa - afferma il Concilio - tutti sono chiamati alla santità, sia coloro che appartengono alla gerarchia, come coloro che dalla gerarchia sono diretti, secondo il detto dell’apostolo: «Questa è volontà di Dio, la vo­stra santificazione» (1 Ts 4,3; cf. Ef 1,4)” (Lu­men gentium, 39).

S. Alfonso Maria de’ Liguori afferma: “Iddio vuole tutti santi, ed ognuno nello stato suo: il religioso da religioso, il secolare da secolare, il sacerdote da sacerdote, il maritato da maritato, il mercante da mercante, il soldato da soldato, e così parlando d’ogni altro stato” (Pratica di amar Gesù Cristo, Paoline, Francavilla 1969, c. 8, 10). Quindi, ogni stato di vita è una chiamata alla santità, una via di santificazione. La Chie­sa è indefettibilmente santa, anche se madre di figli peccatori. “La Chiesa è in Cristo come sa­cramento, cioè segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano” (Lumen gentium, 1). La Chiesa è san­ta per il suo fondatore, santa per lo Spirito, la Parola di Dio e la grazia che la vivificano e la guidano, santa per i sacramenti che l’alimen­tano. Gesù Cristo, “il santo di Dio” (Mc 1,24), ha amato la chiesa come sua sposa e ha dato se stesso per lei al fine di santificarla (cf. Ef 5,25-26), arricchendola del dono dello Spirito Santo. “Il Signore Gesù ha mandato infatti a tutti lo Spirito Santo che dall’interno li muo­va ad amare Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la mente e con tutte le pro­prie forze (cf. Mt 12,30), e ad amarsi reciproca­mente come Cristo ha amato loro (cf. Gv 13,34; 15,12)” (Lumen gentium, 40).

La vocazione alla santità trova un solido fondamento nella Sacra Scrittura. Nell’Antico Testamento, il libro del Levitico invita conti­nuamente alla santità: “Poiché io sono il Si­gnore, vostro Dio. Santificatevi dunque e siate santi, perché io sono santo; […] Poiché io sono il Signore, che vi ho fatto uscire dalla terra d’Egitto per essere il vostro Dio; siate dunque santi, perché io sono santo” (Lv 11,44-45); “Sia­te santi, perché io il Signore Dio vostro, sono santo” (Lv 19,2); “Santificatevi dunque e sia­te santi, perché io sono il Signore, vostro Dio. Sarete santi per me, poiché io, il Signore, sono santo e vi ho separati dagli altri popoli, perché siate miei” (Lv 20,7.26).

Nel Nuovo Testamento, l’apostolo Pietro esorta i cristiani alla santità: “Come il Santo che vi ha chiamati, diventate santi anche voi in tutta la vostra condotta. Poiché sta scritto: Sarete santi, perché io sono santo” (1 Pt 1,15- 16). La santità del credente si fonda sulla santità di Dio. Ogni uomo è creato ad immagine e so­miglianza di Dio; ogni uomo è figlio di Dio e i figli assomigliano al Padre.

Gesù Cristo, Figlio unigenito del Padre, è il Santo di Dio. L’arcangelo Gabriele nell’annun­ciare a Maria la nascita di Gesù le dice: “Co­lui che nascerà sarà santo e chiamato Figlio di Dio” (Lc 1,35). L’indemoniato, nella sinagoga di Cafarnao, riconoscendo la santità di Gesù, grida: “Io so chi tu sei: il santo di Dio!” (Mc 1,24). Negli Atti degli Apostoli, Pietro parlan­do di Gesù, dice apertamente al popolo d’Isra­ele: “voi avete rinnegato il Santo e il Giusto” (At 3,14).

La Lumen gentium al n. 40 qualifica Cristo in questo modo: “Maestro e modello di ogni perfezione, autore e perfezionatore della santi­tà di vita, il Signore Gesù l’ha predicata a tutti e a ciascuno dei suoi discepoli, a qualsiasi con­dizione  appartenessero: ‘siate perfetti come è perfetto il vostro Padre celeste’ (Mt 5,48)”.

Ogni credente in Cristo, redento dal suo sangue, battezzato nella sua morte e risurre­zione, inserito nel suo corpo mistico che è la Chiesa, è chiamato alla santità. Unito a Cristo può portare “frutto nella carità per la vita del mondo” (Optatam totius, 16). A tale proposito Gesù afferma: “Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla” (Gv 15,5).

La santità consiste nella perfezione della ca­rità. “Tutti i fedeli cristiani, di qualsiasi stato o grado, sono chiamati alla pienezza della vita cristiana e alla perfezione della carità” (Lumen gentium, 40). “Al di sopra di tutto poi vi sia la carità, che è il vincolo della perfezione” (Col 3,14), dice san Paolo. Tutti sono chiamati alla santità, perché tutti sono chiamati alla carità. Tutti sono chiamati ad “essere santi e imma­colati di fronte a lui nella carità” (Ef 1,4). La pienezza della vita cristiana, che è perfezione della carità, si realizza quando si vive il coman­damento dell’amore verso Dio e verso il prossi­mo. “Il vero discepolo di Cristo si caratterizza per la carità verso Dio e verso il prossimo” (Lu­men gentium, 42).

Dio è modello di santità perché è model­lo di carità. Dio è fonte di santità, perché è sorgente di Amore: “Dio è amore” (1 Gv 4,8). Sia la santità sia la carità provengono da Dio, uno e trino. Egli comunica la sua santità come “dono” ed esige un “compito”, un impegno di conversione da parte di chi accoglie il dono. Proprio perché Dio “è fonte e origine di ogni santità” (Lumen gentium, 47), il mezzo più ef­ficace per realizzare la propria santificazione è la comunione e l’incontro intimo con il Signo­re. “Perché la carità cresca nel cuore come un buon seme e vi fruttifichi, ogni fedele ascolti volentieri la parola di Dio e, aiutato dalla sua grazia, compia fattivamente la sua volontà, partecipi frequentemente ai sacramenti, spe­cialmente all’eucaristia, e alle altre celebrazio­ni liturgiche; si applichi con costanza alla pre­ghiera, all’abnegazione di se stesso, al servizio attivo dei fratelli e all’esercizio di ogni virtù” (Lumen gentium, 42).

di Salvatore Cipressa

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