Giustizia sociale Non più il dio denaro al centro Promuovere l’economia dell’onestà

Umanizzare l’economia facendo crescere l’economia dell’onestà: questo l’input di Papa Francesco (incontro con il personale della Banca di Credito Cooperativo di Roma, 12 Settembre 2015). Il Santo Padre pone l’attenzione sul rapporto tra economia e giustizia sociale, perché si mantengano al centro la dignità e il valore delle persone, non il dio denaro!

Mai come in questo momento storico la tragedia del sisma nell’Italia centrale, con la enorme quantità di edifici crollati, grida attenzione e sostegno! “Il terremoto non uccide. Uccidono piuttosto le opere dell’uomo!”: così il Vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, nel corso della Messa per le vittime del terremoto celebrata ad Amatrice (30 agosto 2016). Si tratta della ideologia del profitto e di una economia del consumo che conducono ad opere pubbliche insicure, a distruzioni di interi Paesi, ad un ambiente ferito e devastato nel suo intimo più profondo!

Per l’Italia, questo è un momento particolare, segnato dalla tragedia. La fragilità del creato mette in evidenza la responsabilità dell’uomo verso ciò che gli è stato donato. L’uomo scopre di non essere gestore autonomo della natura e dell’ambiente, e di non poterle controllare del tutto!

Il tema ambientale, finora, era solo uno dei tema all’interno dei documenti della Chiesa, in prevalenza Lettere Encicliche a carattere morale o sociale, o in contesti più ampi come le Giornate mondiali per la pace. Papa Francesco, invece, gli dedica una intera Enciclica, la Laudato ,nella quale invita tutti ad una ‘conversione ecologica’.

Il cuore della riflessione dell’Enciclica è l’ecologia integrale come nuovo paradigma di giustizia: un’ecologia “che integri il posto specifico che l’essere umano occupa in questo mondo e le sue relazioni con la realtà che lo circonda” (15).

Papa Francesco si mostra profondamente colpito dalla “debolezza delle reazioni” di fronte ai drammi di tante persone e popolazioni. Nonostante non manchino esempi positivi (58), segnala “un certo intorpidimento e una spensierata irresponsabilità” (59). Mancano una cultura adeguata (53) e la disponibilità a cambiare stili di vita, produzione e consumo (59).

Ma l’attenzione della Chiesa per l’ambiente nasce già cinquant’anni fa, quando il Concilio rilevava come nel tempo contemporaneo s’imponga la domanda circa il “compito dell’uomo nell’universo” (Gaudium et Spes, 3). I padri conciliari evidenziavano come l’uomo fosse divenuto molto potente a causa delle sue conoscenze scientifiche e dei supporti tecnici, ma, nello stesso tempo, impreparato a gestire quanto possiede.

Negli anni seguenti il magistero pontificio ha spesso affrontato la questione ecologica nella prospettiva conciliare: il compito dell’uomo nell’universo è quello di avere cura dell’ambiente secondo un equilibrato sviluppo. Il beato Paolo VI avvertiva che lo sfruttamento sconsiderato della natura poneva problemi di sicurezza per l’uomo stesso, oltre a determinare una degradazione dell’ambiente. Ne parlò tante volte san Giovanni Paolo II, esponendo i danni causati dall’uomo all’ambiente, per la avidità di alcuni nell’avere e nel godere oltre il possibile.

Lo sfruttamento moderno, ampliato dal consumismo, è un errore antropologico: l’uomo dimentica di essere semplice garante di un creato che gli è stato affidato, ritenendo invece di esserne padrone.
All’ambiente ha fatto riferimento anche Benedetto XVI, definito da una nota rivista internazionale ‘il primo Papa verde’. Attento alle questioni sociali, ha sensibilizzato i responsabili internazionali alla protezione dell’ambiente, invitandoli a ripensare l’attuale modello di sviluppo globale.

Infine Papa Francesco ha iniziato il suo pontificato ricordando la vocazione di tutti a custodire l’intero creato, nella sua bellezza e varietà: coltivare e custodire il creato è un’indicazione data da Dio dall’inizio della storia ad oggi, a ciascuno di noi.

Il Santo Padre ha stabilito di celebrare il 1° settembre la Giornata Mondiale di preghiera per la cura della Creato. Questa ricorrenza si celebra già nella Chiesa ortodossa, e il Papa ha deciso di includerla nella Chiesa cattolica con il fine di aiutare tutti a prendere coscienza della necessità di aumentare la cura del pianeta.

La Terra è il luogo fisico della vita. Quando la vita umana e la persona non sono più sentite come valore primario da rispettare e tutelare, ad essere in pericolo non è solo l’ambiente, ma proprio l’uomo! A fronte di una cultura mirata al profitto e al consumo individuale, solo un’ecologia umana strettamente legata a quella ambientale può garantire all’uomo la sua sopravvivenza!

Alla radice si scopre, nell’epoca moderna, un eccesso di antropocentrismo: l’essere umano non riconosce più la propria giusta posizione rispetto al mondo e assume una posizione autoreferenziale, centrata esclusivamente su di sé e sul proprio potere. La conseguenza è una logica ‘usa e getta’ che giustifica ogni tipo di scelta esclusivamente personale e di esclusione dell’altro.

Per Papa Francesco (Convegno sulla medicina rigenerativa, Roma 29 Aprile 2016) è di fondamentale importanza promuovere nella società la crescita del livello di empatia. Già nell’Esortazione apostolica Evangelii Gaudium aveva affermato che bisogna opporsi a “un’economia dell’esclusione e della inequità” (53), che semina vittime quando il meccanismo del profitto prevale sul valore della vita umana. Ecco che, allora, alla globalizzazione dell’indifferenza bisogna contrapporre la globalizzazione dell’empatia!

Prima o poi tutti ci poniamo domande sul perché della nostra esistenza, sulla relazione tra ciascuno di noi e il contesto che ci circonda. È allora che ci rendiamo conto che l’insicurezza che percepiamo è un’insicurezza esistenziale, la quale ci fa vedere l’altro come un pericolo per i nostri spazi. Ma senza l’altro non possiamo esistere. E la dignità di ciascun uomo è inevitabilmente legata alla dignità di tutta la categoria umana!

Un’economia umana dimostra che “fra economia e morale esiste un legame, in quanto amministrare l’economia significa che l’uomo prende decisioni e agisce nell’ambito di ideali, strutture e comportamenti” (W. Schrempp, Roma 10 Giugno 2016).

Nella Costituzione pastorale Gaudium et Spes si legge che uno dei compiti morali di importanza centrale è quello di instaurare un ordine politico, sociale ed economico che sempre più e meglio serva l’uomo e aiuti i singoli e i gruppi ad affermare e sviluppare la propria dignità.

L’uomo non ha prezzo, non è un semplice fattore di produzione, ma ha una dignità che chiede riconoscimento e rispetto assoluto.

 

di Giuseppina Capozzi

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