PRESENZA TRINITARI NEL MONDO
[Venosa] Mani in pasta. OPERE D’ARTE, VERI ATTI DI LIBERTÀ
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[Napoli] San Carlo alle Brecce. PADRE JOSÉ NARLALY TRA NOI
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[Andria] La Giornata del Malato. IL VALORE DELLA SOFFERENZA
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[Andria] Il Ministro Generale. “SERVITE PER DARE SPERANZA”
IMAGE Fr. Jose Narlay, il Ministro Generale che guiderà l’Ordine fino al 2019, ha incontrato gli operatori, l’equipe dei medici e tutti i collaboratori della struttura riabilitativa di Quarto Di...
[Bernalda] Narlaly: AL SERVIZIO DEI PRIGIONIERI DEL NOSTRO TEMPO
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[Venosa] Premio Carlo Levi. LA CROCE TRINITARIA E IL MEDITERRANEO
IMAGE Meritevole di un riconoscimento fuo­ri concorso nell’ultima edizione del Premio Letterario Nazionale Carlo Levi, “Il blu il rosso nel Mediterraneo colori di un millennio” di Francesco Di Tria...
[Cori] Laici trinitari. IL NATALE CON MARIA DEL SOCCORSO
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[Andria] 65° anniversario. RICORDANDO IL VENERABILE DI DONNA
IMAGE Nella continuità di una tradizione mai interrotta nella Diocesi di Andria, anche quest’anno al secondo giorno del 2017, la chiesa Cattedrale è stata gremita di fedeli di Andria e di Ruti­gliano,...
[Bernalda] Note di solidarietà. EQUITÀ SOCIALE E DIGNITÀ DELL’UOMO
IMAGE A Bernalda il Concerto annuale della Solidarietà è alla settima edizione. E non dà segni di crisi, anzi.Ogni anno una sorpresa. Con arti­sti sempre di grande rilievo, spesso di fama...
[Cracovia] Austria e Polonia. NUOVO CONSIGLIO DELLA DELEGAZIONE
IMAGE I frati trinitari della Delegazione au­stro-polacca della Provincia di San Giovanni de Matha, si sono trovati a Cracovia per discutere la questione del futuro della loro presenza in que­sti due...

  

 

 

 

Il Mosaico di San Tommaso in Formis
Identità trinitaria e missione

La riflessione del Ministro Generale pubblicata dalla rivista dei Trinitari dell’India Trinitarian waves nel suo primo numero, gennaio-giugno 2014. Continua...

 

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Come Maria Porte aperte alla speranza Se il bene e la memoria si alleano

“La Chiesa custodisce in sé la memoria della storia dell’uomo sin dall’inizio: la memoria della sua creazione, della sua vocazione, della sua elevazione” (Giovanni Paolo II, Memoria e identità, ed. spec. RCS Milano 2010, pg. 178).

Per Giovanni Paolo II, quindi, la missione universale della Chiesa è quella di conservare nell’uomo e nella storia la verità sulle origini comuni di tutta l’umanità! Le memorie delle generazioni passate con le loro sofferenze, sconfitte, successi, esperienze storiche e valori portanti per la vita, indicano, ai singoli, il senso della esistenza e la strada da percorrere. Una civiltà senza ricordo, fondata solo sull’evidenza razionale, diventa vuota e manipolabile. Privata dei criteri fondamentali di vita, attestati nei secoli e nei millenni, l’umanità non può sopravvivere!

È fondamentale considerare che “la memoria appartiene al mistero della donna più che a quello dell’uomo” (Memoria e identità, op. cit., pp. 176-177). Questo risulta evidente nella storia di famiglie e stirpi. E, come tra famiglie, anche tra nazioni l’aprirsi alle memorie reciproche consente una “permanente purificazione e maturazione delle memorie” stesse. Si scopriranno allora le radici comuni di tutte le civiltà, che diventeranno il collante di pace e riconciliazione dell’umanità intera.

La portatrice, per eccellenza, della memoria nella Chiesa è Maria! Nel Vangelo di Luca (2, 19.51) Maria è descritta come Colei che ha saputo conservare la testimonianza sugli inizi della nostra salvezza: dal mistero dell’Annunciazione all’Incarnazione, dalla crescita del Figlio alle Sue manifestazioni nella storia.

Dai Padri Maria è stata considerata prefigurazione e rappresentazione della Chiesa, come memoria fondamentale delle fede comune e delle singole persone. L’immagine materna di Maria rappresenta l’identità umano-divina della Chiesa: dalla Celebrazione eucaristica, memoriale degli eventi e insegnamenti di Cristo, alla maternità stessa della Chiesa che custodisce e tramanda i ricordi e l’esempio di Maria.

La memoria della Chiesa, che si arricchisce nei tempi storici ma non è identificabile con la storia umana, viene definita con il termine ‘Tradizione’. La Chiesa ricorda, tramandando (dal latino tradĕre – trasmettere) il mistero e gli insegnamenti cristiani che conserva nella sua memoria. Si tratta del ricordo dell’identità stessa del popolo di Dio. I cristiani, pur ritrovandosi in un’epoca caratterizzata da laceranti divisioni, sono consapevoli che la loro identità più profonda è nella unità e non nelle divisioni! “La memoria della Chiesa è il punto dove la coscienza dell’umanità si allarga e tocca le nostre origini, le fondamenta del nostro essere” (Memoria e identità, op. cit. pg. VIII).

Papa Francesco oggi: “L’atteggiamento erroneo ricorrente è quello di Marta, cui Gesù dice: ‘Tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore’

che è proprio sentire il Signore e fare memoria” (Omelia a Santa Marta, 7 Ottobre 2014).

È missione peculiare delle madri conservare la memoria della vita e della storia dell’uomo.

La Madonna non solo è un modello, ma anche la prova del valore trascendente che può assumere una vita apparentemente irrilevante. Testimonianza dell’umanesimo cristiano al femminile, è l’icona della donna pienamente realizzata, perfetta sintesi della genialità femminile e della manifestazione dello Spirito.

In un’intervista del 5 agosto 2006, Benedetto XVI incoraggiava la donna a trovare spazio, invitandola a mettere a frutto la sua potenza spirituale. Una forza dello spirito che, unitamente alla piena libertà di accettazione della volontà divina, pone Maria come modello per la donna contemporanea. In questo senso, la Lettera Apostolica Mulieris Dignitatem rappresenta un documento di straordinaria importanza per la lettura moderna della figura femminile, raccogliendo la saggezza cristiana del passato e illuminando la strada del futuro.

 

La presenza di tanti santuari dedicati a Maria, in tante regioni della Terra, rivelano la potenza materna di Maria.

Il Concilio Vaticano II dice che Maria “è figura della Chiesa…nell’ordine della fede, della carità e della perfetta unione con Cristo”. Maria, a differenza di tutte le madri, si presenta “in modo eminente e singolare, quale vergine e quale madre” (Lumen Gentium, 63), modello e custodia fedele del mistero di donazione e bene incondizionati!

Ma la storia dell’uomo è fatta non solo di grazia, bensì anche dal peccato. Bene e male che si alternano nella vita della civiltà, creando nell’uomo devastazione e interrogativi senza risposta. Perché il male ha tanto potere? Da dove viene il male e cosa possiamo fare per vincerlo?

La fede cristiana risponde parlando di peccato originale, che può sembrare una risposta misteriosa e poco comprensibile. Il senso di questa verità è in un elemento centrale per l’esistenza: il male non fa parte della natura umana, è solo una libera scelta. La volontà iniziale dell’uomo, peccando, ha condizionato la forza di resistenza al male. Diventa, allora, necessario coltivare la volontà e la ragione che, illuminati dalla esigenza naturale al bene, sappiano dominare e resistere alla tendenza distruttrice del male.

Il male esiste in quanto negazione del bene: quest’ultimo è naturale capacità di sopravvivenza dell’umanità, il male ne è il limite più definito, ma non infinito! Il male ha un limite, per così dire, strutturale: il limite è nella bontà originaria dell’essere che esiste e sopravvive solo in virtù del bene.

Ma come può fare il bene a dominare sul male? Come può entrare nella storia che sembra aver creato una seconda dimensione dell’uomo, come dice Pascal “une seconde nature”?

“È proprio dell’amore il non dimenticare…l’avere sempre sotto gli occhi il…bene che abbiamo ricevuto, …guardare la storia: da dove veniamo, i nostri padri, i nostri antenati, il cammino della fede” (Papa Francesco, Omelia Messa nella Cappella Paolina in Vaticano, 17 dicembre 2016).

La memoria e la potenza del bene si radicano nella violenza del male. Ponendone un limite, si aprono le porte alla speranza.

Papa Francesco si rivolge ai giovani, invitandoli a “camminare non solo facendo memoria del passato, ma avendo anche coraggio nel presente e speranza per il futuro”. Da qui l’invito a non essere “un giovane-divano”, paralizzato dalla paura o dal comodo (Messaggio per la 32ma Giornata mondiale della gioventù, 21 Marzo 2017).

Francesco richiama il modello di Maria nella sua incondizionata accettazione a quello che ha saputo percepire come il Bene assoluto, superiore ad ogni tentazione avversa e capace di dominare sul male. Maria non si chiude in casa, non si lascia paralizzare dalla paura o dall’orgoglio. Maria non è il tipo che per stare bene ha bisogno di un buon divano dove starsene comoda e al sicuro. Non è una giovane-divano, una che vagabonda senza senso lungo la strada della vita.

Il Papa sollecita i giovani a coltivare la memoria, non riducendo la vita e l’esperienza ad un flashmob istantaneo, ma esercitando la capacità di resistenza, e superamento, alle incertezze e alle sofferenze della vita (cfr. Angelus, 15 agosto 2015).

di Giuseppina Capozzi

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