IN FAMIGLIA LA PEDAGOGIA DELL’ACCOGLIENZA ‘COMPLICI’ DELLA VITA DELLE PERSONE

Una premessa di carattere storico: è pacificamente ammesso da tutti gli storici delle idee che la nozione di persona e la definizione di uomo, in termini di persona, è stata opera del cristianesimo.

Ma cosa si intende per persona? Si intende il singolo uomo nella sua completezza, concretezza, unità psico-fisica di soggetto capace di pensiero, libertà e auto-consapevolezza nella relazione con gli altri uomini ed entità dell’universo.

Tommaso d’Aquino diceva che la persona umana, in ragione della sua libertà, è causa sui, nel senso che è capace di causare consapevolmente i suoi atti, per mezzo dei quali forma, configura se stessa.

Da tutto questo il pensiero occidentale ha fatto scaturire i fondamenti della nostra civiltà: ogni persona umana è dotata di una sua dignità, cioè di un suo singolare valore, preziosità, che non è misurabile e che vale in sé e per sé.

Tematica estendibile ad ogni essere umano, come nel caso degli omosessuali.

È importante, infatti, evidenziare che il Magistero della Chiesa se, per un verso, disapprova gli atti di omosessualità in quanto contrari alla legge naturale (C.C.C., 2357), e richiama alla castità (C.C.C., 2359), come per altro verso per le coppie eterosessuali (C.C.C., 2337), dichiara anche che gli omosessuali “devono essere accolti con rispetto, compassione, delicatezza. A loro riguardo si eviterà ogni marchio di ingiusta discriminazione” (C.C.C., n. 2358) (ricordiamo l’etimologia latina del termine ‘compassione’: ‘cum patior’ soffrire con).

Ne consegue che ogni persona merita di essere valutata secondo la sua propria dignità, cioè come soggetto al pari di tutti gli altri di diritti inviolabili nella sua specificità di essere relazionale.

E il luogo di relazione per eccellenza è la famiglia!

La famiglia ‘è’ relazione, non esclude nessuno dal suo nucleo, perché significherebbe ridurne parte della personalità. Basata su valori che l’attuale società di mercato ha sradicato dall’esistenza comune, la famiglia è necessaria per la società stessa. Solo in una famiglia equilibrata e stabile si acquisiscono naturalmente gli elementi fondanti e strutturanti della personalità, senza i quali nessuno può affrontare il mondo esterno. Il valore della famiglia è appunto il costruirsi e costituirsi come organismo dedito al bene di ogni suo membro: si tratta del bene comune della famiglia!

Il ‘bene comune’, come afferma il Prof. Stefano Zamagni, si differenzia da quello ‘totale’ che è somma indistinta di beni individuali per cui si toglie dal meno produttivo per dare al più produttivo. Il ‘bene comune’, invece, è un prodotto che, annullando un elemento, annulla tutto l’insieme. Ogni membro della famiglia, quindi, è indispensabile nella relazione familiare!

Ecco che la rivelazione a se stessi e agli altri della propria identità omosessuale, può rappresentare un momento di crisi degli equilibri familiari.

La crisi, tuttavia, va letta in un’ottica di risorsa: costituisce la possibilità, per l’intero nucleo familiare, di rivedere le proprie posizioni, scendere nel profondo di se stessi a contatto con le proprie paure, stereotipi e pregiudizi per trovare nuove strategie relazionali fondate su un rapporto di verità.

La confusione emotiva che si crea nella famiglia nel momento della scoperta della realtà omosessuale di un suo componente è molto forte: il trauma della scoperta fa vacillare i riferimenti valoriali fino a quel momento perseguiti, si vive un senso di colpevolizzazione per aver messo al mondo un figlio ‘sbagliato’ o, nel caso del genitore omosessuale, per non poter essere più una buona guida.

Questo trauma familiare, tuttavia, può rappresentare quella porta in cui addentrarsi per giungere ad un nuovo equilibrio nei rapporti del nucleo-famiglia: parliamo di una pedagogia dell’accoglienza che non significa semplice accettazione. Accogliere, cioè, non è accettare passivamente, ma rendersi protagonisti di nuove relazioni familiari in cui il dialogo, la condivisione, l’ascolto empatico del vissuto dell’altro, il conseguente timore di isolamento e ghettizzazione costituiscono le variabili di un nuovo percorso che miri al riconoscimento del valore e della dignità della persona.

Pedagogia dell’accoglienza è, innanzitutto, pedagogia della verità. La famiglia, a confronto con l’omosessualità, è chiamata a compiere un cammino di autenticità, di chiarezza e trasparenza per il riconoscimento profondo di se stessi. Acquisire gli strumenti necessari, per affrontare e accettare la nuova realtà, dissolve silenzi carichi di indefinite interpretazioni e domande che, se non inserite in un contenitore emotivo e affettivo rassicurante, non fanno altro che amplificare la lacerazione interna al tessuto familiare.

Pedagogia dell’accoglienza è anche pedagogia della presenza e della pazienza. Presenza che si fa compagna di viaggio nel percorso personale, elaborando i sensi di colpa di avere fallito come genitori e di aver messo al mondo un figlio con un problema in più. Pazienza nel valorizzare la diversità come ricchezza per tutti, e nell’affrontare un mondo esterno che fatica ad accettare e vedere le differenze come un potenziale positivo nei rapporti interpersonali e sociali.

Pedagogia dell’accoglienza è educazione alla resilienza, ovvero quella capacità di resistere agli attacchi interni ed esterni rimanendo coesi e forti come famiglia.

Pedagogia dell’accoglienza è, inoltre, pedagogia dell’integrazione completa della persona, in tutte le sue componenti: fisiche, psicologiche, sociali e spirituali per promuovere la profonda essenza della persona stessa. In questo percorso risulta particolarmente importante la dimensione spirituale, considerata unanimemente fattore fondante di una crescita sana ed equilibrata.

L’essere umano è essere relazionale che nasce, cresce e si sviluppa all’interno di una relazione con se stesso, con gli altri e con un Essere trascendente che interpella il senso della propria esistenza.

Nel caso della persona omosessuale la dimensione spirituale, ma più propriamente un itinerario di fede, è ancora uno spazio da promuovere.

Il bisogno spirituale è intrinseco nell’essere umano. La certezza di essere amati e di essere parte di qualcosa più grande di se stessi e della propria umanità, ha necessità di integrarsi con un forte senso di comunità e condivisione del mondo circostante, che permetta di affrontare i momenti di difficoltà.

La pedagogia dell’accoglienza si estende dalla famiglia a tutto il contesto sociale: è un ‘problema’ di tutti e di ciascuno perché la crescita spirituale di un omosessuale può facilitare la crescita psicologica complessiva, e costituire una risorsa anche per le comunità parrocchiali in cui il ‘diverso’ è portatore di una ricchezza che concorre al bene di tutti.

Occorre camminare ancora molto su questo punto: è uno spazio di dialogo inedito, da riempire non di silenzi ma di fattivi gesti di avvicinamento e comprensione. Mancano ancora gli strumenti per comprendere la situazione, strumenti per sostenere la persona omosessuale in un cammino di accoglienza di se stessa e di piena partecipazione alla vita di una Chiesa che si rivolga e si inginocchi ai piedi dell’umano riscoprendo la sua vera missione educativa e pedagogica: il servizio alla vita.

"Il Vangelo spinge a lavare i piedi e le piaghe dei sofferenti e a preparare per loro la mensa. Semplicità dei gesti, dove l’accoglienza della Parola e del sacramento del Battesimo si accompagna all’accoglienza del fratello” (Papa Francesco 12 Maggio 2015). 

Una efficace strategia per il credente è quella scelta da Gesù di affiancarsi alla vita delle persone, ascoltare i loro stati d’animo, proporre orizzonti più ampi rispetto a quelli in cui vivono, con testimonianze di azioni e parole che svelino il senso profondo dell’esistenza umana. Il fine è quello di aiutarli a crescere nella fecondità della fede, nelle prospettive di senso che solo la fede vissuta può dare.

di Giuseppina Capozzi

L'ULTIMO NUMERO

RUBRICHE
SERVIZI

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, a scopi pubblicitari e per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso Accetto