LA MEDAGLIA MIRACOLOSA LA VERA STORIA

L a Medaglia Miracolosa, tanto cara alla tradizione cattolica, ha un’origine davvero celeste. Essa è infatti legata alle apparizioni della Vergine alla santa mistica Caterina Labouré (1806-1876) nel convento di Rue du Bac, presso Parigi, nel 1830.
La notte tra il 18 e il 19 Luglio di quell’anno, Caterina venne svegliata, nella sua cella, da un misterioso bambino. Era il suo angelo custode che le chiedeva di seguirlo nella cappella del monastero. Giunta nella chiesetta, Caterina notò che candele e lampade erano accese: tutto sfolgorava di un intenso bagliore. Ad un tratto si accorse che su un seggio del presbiterio era assisa proprio la Vergine. Subito venne innanzi per inginocchiarsi vicino all’altare. La Madre di Dio le parlò della triste condizione del mondo e di come fosse in corso una battaglia durissima, volta a distruggere la Cristianità attraverso le persecuzioni contro la fede.
Fu però nel tardo pomeriggio del successivo 27 novembre che Caterina ricevette l’ordine di far coniare una medaglia che riportasse quanto avrebbe visto. Mentre stava raccolta in preghiera le apparve dunque, una seconda volta, la Regina del Cielo. I suoi piedi posavano sul globo terrestre e, secondo le parole della Genesi, schiacciavano il serpente infernale. Le mani erano spalancate e protese verso il basso, adorne di preziosi anelli che proiettavano dei raggi di luce. Alcuni fulgidi, altri tenui. Erano segno delle grazie che Maria, Tesoriera di Dio, dona ai suoi figli. I più luminosi rappresentavano le grazie più sublimi che tuttavia venivano ben poco richieste dai fedeli. L’intera figura era circonfusa dalle parole “O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che a voi ricorriamo”. L’immagine parve poi voltarsi ed ecco, sul rovescio, comparire una lettera M, sormontata da una croce, con i sacri cuori di Cristo e della Vergine. Il primo coronato di spine, il secondo trafitto da un gladio. L’insieme era racchiuso da dodici stelle, simbolo delle tribù di Israele, degli apostoli e delle porte della Gerusalemme eterna. Maria confidò alla sua devota che chiunque portasse con fiducia questa santa medaglia avrebbe ricevuto grandi benedizioni.
Ottenuto, non senza difficoltà, l’assenso dell’arcivescovo di Parigi, Caterina e le consorelle fecero realizzare diverse copie della medaglia che iniziò così a diffondersi, soprattutto dopo l’approvazione di papa Gregorio XVI (il camaldolese Mauro Cappellari, 1765-1846), dapprima in Francia e poi in tutto il mondo sino ad oggi. A Roma vi giunse sicuramente prima del 1835, come testimonia un sonetto di Giuseppe Gioacchino Belli (1791-1863).
Anche alcuni membri dell’Ordine Trinitario cominciarono a portarla. Innumerevoli furono le guarigioni prodigiose, le salvezze da gravi pericoli, i cambiamenti di vita che si ottennero attraverso questa devozione. L’evento più clamoroso fu la conversione dell’avvocato e banchiere ebreo Alfonso Ratisbonne (1814-1884), fiero avversario del cattolicesimo. Ricevuto un esemplare della medaglia, iniziò a portarlo con sé solo come un semplice accessorio. Entrato però un giorno nella chiesa romana di Sant’Andrea delle Fratte, gli si manifestò improvvisamente la Vergine stessa. In seguito ad una tale irruzione del divino, capace di spazzare ogni dubbio e qualsiasi ostacolo alla fede, scelse di cambiare la propria esistenza: si fece battezzare e, divenuto sacerdote, dedicò il resto dei suoi giorni a pregare ed agire per la conversione del popolo ebraico al cristianesimo, insieme al fratello Théodore (anch’egli entrato a far parte della Chiesa).
La rapida e straordinaria diffusione della medaglia rinvigorì la pietà mariana immacolista, che fin dall’Alto Medioevo riconosceva tale prerogativa della Vergine. L’espressione sul recto era, di per sé, una chiara affermazione di carattere dottrinario, circostanza che indusse molti vescovi a chiedere che nel prefazio della festa della Concezione di Maria fosse introdotto il termine Immacolata e nelle litanie fosse aggiunta un’invocazione che ricordasse tale privilegio. Per ciò che concerne la diocesi parigina, con una lettera pastorale del 1839, monsignor de Quélen annunciò che, per un favore speciale, la Sede Apostolica aveva autorizzato la festa dell’Immacolata Concezione e ottenne che le parole «Regina sine labe originali concepta» entrassero nelle litanie. Dopo il 1840 gruppi di prelati francesi proposero la definizione del dogma immacolati sta ma Gregorio XVI non acconsentì a questa e a successive istanze, nel timore di reazioni degli ambienti giansenisti e per le reticenze dei vescovi inglesi, irlandesi e tedeschi, dove le facoltà di teologia giudicavano con sfavore una dottrina troppo poco scientificamente stabilita. Come è noto, sarà poi Pio IX (Giovanni Maria Mastai-Ferretti, 1792-1878) a rompere gli indugi con la costituzione Ineffabilis Deus, che l’8 Dicembre 1854 introduceva il dogma per soddisfare i desideri del mondo cattolico. Il documento si soffermava pure sull’attesa dei credenti: «Queste richieste sono state nuovamente ripetute nei tempi più recenti, specialmente al Nostro Predecessore Gregorio XVI di felice memoria, e sono state rivolte anche a Noi dai vescovi, dal clero secolare, da famiglie religiose, da sovrani e da popoli fedeli». Tali passaggi intesero superare le riserve di diversi teologi al riconoscimento. L’argomento principe invocato dalla Ineffabilis Deus infatti, fu il factum ecclesiae, la fede viva della Chiesa universale attraverso i secoli, da ultimo incarnata anche dalla santa medaglia.
La festa della Medaglia Miracolosa venne infine fissata nel calendario liturgico da papa Leone XIII (Gioacchino Pecci, 1810-1903) al 27 Novembre. Essa non è un amuleto ma uno strumento di preghiera e una testimonianza di appartenenza alla Madre di Dio e, attraverso di Lei, a Cristo. In particolar modo, è un segno tangibile ed altissimo di bene. Il donarla, per un credente, significa esprimere, nei confronti di chi la riceve, una meravigliosa intenzione: voglio che tu sia sotto la protezione della Vergine potente contro il male e giunga con me alla gioia perfetta della comunione con il cielo.

di Andrea Pino

L'ULTIMO NUMERO

RUBRICHE
SERVIZI

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, a scopi pubblicitari e per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso Accetto