Il sogno di Giovanni de Matha continua nel terzo millennio Il Giubileo Trinitario, segno luminoso del carisma

ANNO GIUBILARE TRINITARIO 17 DIC 2012 + 14 FEB 2014

Alla chiusura dell’Anno Giubila­re Trinitario celebrato nel VIII Centenario della morte di San Giovanni de Matha, Fondatore, e nel IV Centenario della morte di San Giovanni Battista della Concezione, Riformatore, è doveroso ringrazia­re e lodare la Santissima Trinità per la immensa pioggia di doni elargiti a questo suo Ordine e a tutta la Fa­miglia Trinitaria. Sono passati più di otto secoli dall’opzione per gli schiavi e i poveri in nome e a gloria della San­tissima Trinità. Quest’Anno Giubilare è divenuto un punto di partenza, un nuovo rinascere al primo amore nella ricerca del fuoco delle origini. A que­sto proposito ci ricorda il Santo Ri­formatore: “Al principio dell’Ordine Trinitario lo spirito che si comunicò era dal cielo, ed era fuoco che bruciò i nostri Padri e accese i loro cuori in una carità così grande che li portò ad esercitarsi in opere di carità meravi­gliose” (San Juan Bautista de la Con­cepción, Obras Completas, III, 942).

Un cammino di discernimento

È bene situare nel nostro conte­sto storico ed ecclesiale questo Anno Giubilare. Il Concilio Vaticano II ave­va chiesto ad ogni istituto religio­so il ritorno alle origini. I Trinitari, obbedendo a questa consegna della Chiesa, coraggiosamente hanno fatto tanto discernimento in questi lunghi anni fino all’approvazione delle nuo­ve Costituzioni da parte della Santa Sede nel 1984. L’Ordine e la Famiglia Trinitaria, in continuità con una ricca tradizione plurisecolare, si sono aperti a nuove esperienze in linea con il pro­prio carisma: la missione ad gentes, l’accoglienza degli emigranti, i centri educativi per persone con abilità di­verse, le carceri, i poveri della strada, i centri di accoglienza per i giovani in difficoltà, pe i perseguitati per la loro fede…

Un dono tutto speciale della San­ta Trinità è stato il fatto che la Regola di Giovanni de Matha e il Mosaico di San Tommaso in Formis sono stati il fondamento carismatico delle nuove Costituzioni non solo dei Trinitari ma anche delle Monache, delle Suo­re Trinitarie di Valence, di Roma, di Mallorca, di Madrid e di Valencia; de­gli Statuti delle Oblate e del Progetto di Vita del Laicato Trinitario.

Questo cammino di discernimento è stato facilitato dai tanti e ricchissi­mi messaggi della Chiesa per la vita consacrata e dai diversi momenti di grazia celebrati nell’Ordine con tut­ta la Famiglia Trinitaria, come i 775 anni dell’approvazione della Regola (1973), gli 800 anni dell’ispirazione a San Giovanni de Matha (1993), l’Ot­tavo Centenario dell’approvazione della Regola Trinitaria (1998) e del Mosaico di San Tommaso in Formis (2010), i 50 Anni della proclamazio­ne della Madonna del Buon Rimedio come Patrona dell’Ordine (2011), e ora (2013-2014) dai Centenari della morte del Fondatore e del Riformato­re. Tutti momenti vissuti con grande intesità.

In compagnia dei nostri santi

Altri momenti significativi e di grazia sono stati pure eventi come la canonizzazione del Riformatore (1975), la beatificazione di Domenico del SS. Sacramento (1983), la canoniz­zazione di Simone di Rojas (1988), la dichiarazione di Venerabile di Fran­cesco Mendez Casariego (1993), la be­atificazione di Elisabetta Canori Mora (1994), le virtù eroiche di Felice della Vergine (1994), gli atti processuali per la canonizzazione di Marianna della Santissima Trinità (2000) e di Maria Teresa Cucchiari (2001), le beatifica­zioni di undici martiri (2007), la di­chiarazione di Venerabile di Giusep­pe Di Donna (2008) e ultimamente, il 13 ottobre del 2013, la beatificazione di altri 6 confratelli martiri spagnoli.

Strumenti di comunione

Nel frattempo, a partire dal 1986 sono nate le Assemblee Intertrinita­rie con la partecipazione dei religiosi, le monache, le religiose, i consacrati secolari e i laici trinitari delle diverse associazioni. Sono così nate iniziative che continuano a favorire gli orienta­menti e l’azione nell’Ordine e della Fa­miglia Trinitaria. È sorto così nel 1993 il Consiglio Permanente della Fami­glia Trinitaria (Copefat), indispen­sabile per armonizzare ed integrare iniziative di comunione e collabora­zione. Nello stesso anno è nato anche il Consiglio Internazionale del Laica­to Trinitario che lavora per coordina­re le diverse associazione trinitarie nel mondo. Tutti segnali luminosi che facilita­no il cammino di promozione e l’ani­mazione del carisma e della missione oggi nel mondo.

L’attenzione dei Pontefici

I diversi messaggi dei Papi - Gio­vanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e ultimamente Papa Francesco - sono stati veri e propri gioielli in grado di far percepire la grande attualità e la ricchezza del no­stro carisma.

Il Servo di Dio Paolo VI a tutta la Famiglia Trinitaria in quella mattina del 9 gennaio 1974, poneva questa domanda: “E voi perché siete nati?” E lui stesso ci dava la risposta: “Siete nati per la liberazione delle persone, dei popoli… Questo vuol dire che sie­te molto attuali… Potete dire: siamo quelli di ieri ma saremo quelli di do­mani”.

Il Beato Giovanni Paolo II nel suo messaggio alla Famiglia Trinitaria il 6 agosto 1999 diceva: “Nella luce di questa eroica testimonianza, voi vole­te approntare progetti concreti con i quali introdurvi nel nuovo millennio. In particolare, avete pensato di istitu­ire un organismo internazionale della Famiglia Trinitaria, mediante il quale poter intervenire più efficacemente a difesa dei perseguitati e discriminati a causa della fede religiosa e della fe­deltà ai valori del Vangelo o alla loro coscienza”.

Il 17 dicembre scorso, Papa Fran­cesco nella sua Lettera al Ministro Ge­nerale riconosceva che quest’Ordine è stato voluto da Dio e per questo la San­ta Sede lo ha riconosciuto nel lontano 1198. Anche oggi ci invita a primere­ar, a prendere l’iniziativa come fece­ro i Padri Fondatori e il Riformatore: “Non cercate, dunque, per le vostre opere e iniziative apostoliche, altro fondamento se non la radice della ca­rità e l’interesse di Cristo, che il mio predecessore, Innocenzo III, ha consi­derato quali perni essenziali di questo modo nuovo di vita che approvava con la sua autorità apostolica”.

Vocazioni e speranze

L’Ordine, dal Vaticano II ad oggi, si è ramificato nel mondo con nuove presenze che sono segno di grande speranza. Oggi è presente ed ha mem­bri provenienti da circa 40 Paesi del mondo. Un segnale di questa prov­videnza si percepisce quando si vi­sita la sede dell’Anno di preparazio­ne alla professione solenne (Apps) a San Carlino in Roma. Qui i giovani Trinitari si preparano ogni anno alla professione solenne. Che la grazia dell’Anno Giubilare ci sproni a pro­muovere ed accogliere le vocazioni anche nelle nostre presenze di antica tradizione.

Identità e rinnovamento

I segni dei tempi ci spingono sem­pre più alla ristrutturazione delle giu­risdizioni, sia nell’Ordine che in tutta la Famiglia Trinitaria, con audacia e prudenza seguendo il sapiente crite­rio che dava il Papa Paolo VI per il rinnovamento: “per un essere viven­te, l’adattamento al suo ambiente non consiste nell’abbandonare la propria identità, ma piuttosto nel irrobustirsi dentro della vitalità che gli è propria” (Evangelica Testificatio, 1971, 51). Que­sto Anno Giubilare Trinitario ha visto l’unione delle Province Italiane, ora per tutti c’è la Provincia di San Giovanni de Matha, una giurisdizione ricca, in­terculturale ed intercontinentale, con tante sfide non facili da affrontare, nel contesto di larghe prospettive per por­tare il carisma trinitario-redentore aldi­là di ogni frontiera. Questa Provincia dell’Ordine continua a rendere onore ai sogni che ancora oggi San Giovanni de Matha continua a portare nel cuo­re.

Un anno speciale

L’Anno Giubilare Trinitario è di­ventato un anno di grazia speciale per la nostra conversione, guardando soprattutto a San Giovanni de Matha e a San Giovanni Battista della Con­cezione. In questa luce abbiamo cele­brato solenni atti liturgici, congressi, ritiri, esercizi spirituali; in questa luce abbiamo anche celebrato il Capito­lo Generale (maggio-giugno 2013). Quest’Anno Giubilare Trinitario è stato l’anno durante il quale la Santa Sede (23 luglio 2013) ha pure integra­to di nuovo nel titolo dell’Ordine “et Captivorum”, concessione sancita dal Ministro Generale, Fr. Jose Narlaly con il Decreto dell’8 di ottobre 2013, comunicando che il n. 9 delle Costi­tuzioni si leggerà d’ora in avanti così: “Ordo Sanctissimae Trinitatis et cap­tivorum”, con la sigla “Osst”.

Questo Giubileo Trinitario è sta­to uno stupendo segno luminoso che chiude pure una tappa postconciliare, per aprirne una nuova all’insegna della carità e degli interessi di Cristo nell’og­gi della Chiesa e del Mondo come ci indica nella sua recente lettera Papa Francesco.

L’Anno della Fede e l’Anno Giu­bilare Trinitario ci hanno offerto l’opportunità per intensificare la te­stimonianza della carità anche alla luce della lettera dell’apostolo San Giacomo che dice: “A che serve, fra­telli miei, se uno dice di avere fede, ma non ha opere? ” (Gc 2, 14-18).

di Padre Isidoro Murciego
Consigliere Generale Osst

 


 

 

Durante le solenni celebrazioni di chiusura dei centenari a Cordova (Spagna), dal 13 al 16 febbraio è stato celebrato un Consiglio Ge­nerale allargato, al quale hanno par­tecipato il Ministro Generale con tutto il Consiglio, il Procuratore Generale, i Ministri Provinciali dell’Ordine e i Mini­stri Vicariali.

Inoltre, nella prima sessione, hanno partecipato gli economi delle diverse giurisdizioni dell’Ordine provenienti dalla adunanza annuale tenutasi a Ma­drid, nella Curia della Provincia dell’Im­macolata. Si è trattato di una sessione molto importante di ascolto, durante la quale sono stati analizzati gli aspetti fi­nanziari e individuati alcuni criteri per la scelta delle iniziative più produttive in prospettiva futura.

Si sono rivelate molto interessanti alcune sessioni guidate da uno spe­cialista della Compagnia di Gesù, P. Hans Zollner, docente dell’Università Gregoriana, che ha illustrato al pubbli­co il tema dei cosiddetti delicta gravio­ra, ovvero come seguire le indicazioni della Chiesa e migliorare la formazione iniziale e permanente, al fine di impara­re a rispettare la bellezza della vita con­sacrata ed evitare ogni tipo di scanda­lo o abusi, che minano alla credibilità dell’Ordine. All’interno di queste ses­sioni, tutti i partecipanti hanno avuto la possibilità di manifestare i propri sogni in un’ottica di condivisione e di parte­cipazione. Anche dalle esperienze di Cordova si è percepito con chiarezza che qualcosa di nuovo sta nascendo, infatti, all’interno del carisma trinitario-redentivo, tanto attuale, per la gloria della Trinità e la redenzione dei fratelli poveri e perseguitati a causa della loro fede.

Culminando la Novena in onore di San Giovanni Battista della Concezio­ne, il 14 febbraio, si è svolta la solenne concelebrazione eucaristica presiedu­ta dal Ministro Generale dell’Ordine, il quale, nell’omelia, interpretando la visione-ispirazione del Fondatore, ha invitato tutti a “vivere col fuoco della carità che ha bruciato il cuore dei Santi Padri”.

Si sono tenute, poi, le tradizionali “Giornate del Santo Riformatore” con un ciclo di conferenze intorno sulla vita del Santo.

Il sabato pomeriggio, 15 febbraio, una solenne processione ha accompa­gnato le reliquie del Santo Riformatore fino alla splendida cattedrale-moschea di Cordova.

Il Vescovo della Diocesi, mons. Demetrio Fernandez Gonzalez, dome­nica 16 febbrario, a mezzogiorno, ha presieduto un Solenne Pontificale per onorare i Santi Padri e, a nome della Chiesa universale, concludere l’Anno Giubilare Trinitario. Durante l’omelia, il Vescovo ha presentato un carisma trinitario-redentivo pieno di vitalità e di segni attuali, che devono animare e condurre il percorso di vita e di fede. La chiusura dei centenari ha celebrato l’unità della famiglia trinitaria, tra reli­giosi, monache, religiose e laici delle diverse associazioni. (I. M.)

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