Le nostre comunità religiose icone della Trinità Santa e Indivisibile

NEL NOME DELLA TRINITA'

“Nel nome della santa e indivisibile Trinità”, così inizia la Regola del nostro Fondatore e Patriarca, San Giovanni de Matha. Creati ad immagine di Dio, viviamo, ci muoviamo ed esistiamo nella Santa Trinità. Fin da bambini, abbiamo appreso dal catechismo, quale fosse l’obiettivo della nostra vita, cioè che siamo stati creati per conoscere e amare Dio nella vita presente, lodarlo e glorificarlo per sempre nella Gloria. Dio Trino è origine, cammino e meta. La vita di fede di ciascuno di noi ha inizio nel Battesimo.

Infatti, siamo stati battezzati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Inoltre, noi religiosi, trinitari e trinitarie,siamo particolarmente consacrati alla Santa Trinità con un nuovo titolo, dal momento della professione religiosa, e i laici trinitari lo sono anche dal loro impegno e appartenenza alla Famiglia Trinitaria. Oggi voglio ricordare a tutta la Famiglia Trinitaria questa verità così reale ed essenziale nelle nostre vite, in occasione della Solennità della Santa Trinità

Se il nome di famiglia richiede di vivere in maniera degna, in modo da mantenerlo e portare avanti la nobiltà della generazione, ancor di più, il titolo della nostra famiglia religiosa ci deve spronare a vivere la solenne dignità che le compete, senza che nulla annebbi la sublimità di così augusto titolo ed elezione. Come trinitari e trinitarie, siamo stati chiamati, consacrati e inviati dalla Santa Trinità: questo è il segno caratteristico e proprio della
nostra identità e missione.Tutte le altre caratteristiche proprie, sia di nazionalità, cultura, occupazione, ecc,
vengono dopo. Vivere la nostra identità e la nostra missione è la base per sperimentare e testimoniare la nostra
intima unione con Dio Trinità. 4 Trinità e Liberazione n. 6/2014 PRIVILEGIO E RESPONSABILITÀ. Le nostre comunità ricone della Trinità Il Messaggio alla Famiglia Trinitaria del Ministro Generale Osst nella Solennità della SS.ma Trinità 2014 di Padre Jose Narlaly*
Il terzo capitolo della nostra Regola tratta delle nostre chiese: “siano intitolate nel nome della Santa Trinità e siano di struttura semplice”. La chiesa è il luogo privilegiato per proclamare la fede, per il culto liturgico, la preghiera personale e comunitaria; è il luogo speciale per l’incontro con Dio. In chiesa possiamo percepire l’importanza della preghiera e dei sacramenti nella vita del trinitario.

In essa rivediamo e approfondiamo, in modo speciale, il nostro incontro con Dio come forza essenziale per la missione. Per scoprire e godere della presenza di Dio, celebrare e proclamare la nostra fede in Lui, ascoltarlo e parlare con Lui, non solo individualmente ma come comunità di credenti, abbiamo bisogno di fare il miglior uso possibile della chiesa. Il trinitario e la
trinitaria pregano intensamente, celebrano e ricevono con maggior dignità i sacramenti, sono assidui nella partecipazione della liturgia per sperimentare ed esprimere la loro unione con Dio. Solo una persona che vive in profonda unione con Dio può cercare e trovare veramente il suo volto in quello del povero e in colui che soffre, così come nel fratello o sorella che vive al suo fianco.Nel mosaico di San Tommaso in Formis, la figura centrale di Cristo Pantocratore, immagine perfetta di Dio invisibile, occupa il posto centrale e lo spazio maggiore, è circondato da schiavi poveri e sofferenti.

Certamente questo significa che Dio occupa il primo e più importante posto nella nostra vita, seguito dai poveri, schiavi e perseguitati per la fede, il nostro posto è al lato del cerchio. Interpretando la visione di San Giovanni de Matha, questa prospettiva e le priorità che ne derivano, sono la cosa più importante ed essenziale la nostra vita. Quando invertiamo queste priorità, cioè, quando mettiamo il nostro io al centro, e Dio e gli altri ai lati, allora corriamo il rischio di trovarci in grandi difficoltà nella nostra vita cristiana e religiosa.Nel cuore di molti conflitti nella vita comunitaria,
si annidano l’egoismo e l’individualismo. Ma, quando cerchiamo la gloria di Dio e il bene dei nostri fratelli e delle nostre sorelle,anziché i nostri interessi personali, stiamo seguendo l’ispirazione di San Giovanni de Matha che ci guida e spinge a vivere e testimoniare la nostra identità e carisma in modo concreto, coerente ed
effettivo. Attraverso l’annientamento, Cristo ha realizzato la volontà del Padre e ha manifestato la sua Gloria. L’apparente assenza dello Spirito Santo nel mosaico dell’Ordine, rivela anche l’annientamento e l’umiltà del nostro Dio. La presenza dello Spirito si percepisce nell’azione di misericordia e amore di Dio che stringe la mano ai due schiavi che stanno per essere liberati. L’immagine della Santa e Indivisibile Trinità deve essere preservata e curata con affetto speciale nella nostra vita personale e comunitaria.

Come templi di Dio, consacrati alla Santa Trinità, noi trinitari/e, siamo chiamati al solo culto supremo dell’uno e unico Dio. Ogni altro culto o dedizione che si anteponga all’adorazione del nostro Dio, è idolatria e tradisce la nostra identità e missione.  Una vita totalmente dedita a Dio e al suo servizio, svolto appassionatamente con i poveri e gli schiavi, rende la vita dei trinitari, un appropriato e degno omaggio alla Santa Trinità. Centrato in Dio e orientato verso la
sua gloria, il trinitario vive una esistenza unificata e armoniosa, evitando ogni frivola distrazione della mente e del cuore. La Indivisibile Trinità è il massimo modello per ciascuna delle nostre comunità. Diversi come le Tre Persone
della Trinità, i suoi membri, vivendo in autentica fraternità, fanno sì che ciascuna comunità sia immagine della vita divina trinitaria. La comunità autentica resta sempre unita. Le comunità trinitarie divise, sarebbero un
paradosso e un’immagine sfigurata e distorta della Santa e Indivisibile Trinità.Le divisioni e le scosse non vengono da Dio, ma dallo spirito del male che semina malcontento e divisione. Siamo chiamati a concentrare i nostri
sforzi per modellare le nostre comunità ad immagine della Santa Trinità. Quando l’egoismo e l’interesse
personale spariscono dal nostro cuore, quando ciascuna comunità cerca
il bene dell’altro, la Santa Trinità regna nei nostri cuori e il nostro culto a
Dio si fa autentico e genuino.

Quando questi atteggiamenti e virtù prevalgono nel nostro animo, e nel nostro cuore, la nostra identità e missione fioriranno nella Chiesa.Che Maria, Madre del Buon Rimedio, che invochiamo ogni giorno con i titoli di Figlia del Padre, Madre del Figlio, Sposa dello Spirito Santo e Santuario della Santissima Trinità, sia la nostra ispirazione e interceda davanti a Dio, perché anche noi possiamo vivere, muoverci ed esistere nell’Unica e Indivisa Trinità. Auguro a ciascuno di voi una felice festa della Santissima Trinità.

 Padre Jose Narlaly*

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