Le donne al sepolcro vuoto Testimoni della verità

Tutti e quattro i vangeli si concludono con i racconti della risurrezione di Gesù. Tuttavia, mentre per i racconti della passione essi mostrano una so­stanziale convergenza nello svolgimento dei vari episodi, per i racconti della risur­rezione presentano notevoli divergenze tanto che risulta difficile darne un reso­conto ordinato.

Nel vangelo di Matteo, i racconti pa­squali sono costituiti da quattro episodi: la visita delle donne al sepolcro (28,1-8), l’apparizione di Gesù risorto alle donne (28,9-10); l’inganno dei Giudei, che cor­rompono le guardie (28,11-15); l’appari­zione di Gesù risorto agli Undici (28,16-20).

Il primo episodio si apre con la venuta delle donne al sepolcro di Gesù (28,1) e si conclude con la loro partenza (28,8). Al centro è inserita l’apparizione dell’angelo del Signore connessa con un forte terre­moto (28,2-3), la reazione di grande paura delle guardie presenti al sepolcro (28,4) ed il messaggio dell’angelo alle donne (28,5-7).

Nel secondo breve episodio (28,9-10) si racconta l’apparizione di Gesù risor­to. Alle donne che hanno visto la tom­ba vuota e alle quali è stata comunicata dall’angelo la risurrezione di Gesù (28,6), viene incontro Gesù vivo che conferma il messaggio per i discepoli.

Il terzo episodio, esclusivo di Matteo, si riallaccia al brano della concessione fatta da Pilato ai Giudei di un corpo di guardia e della sigillatura del sepolcro (27,62-66) ed ha lo scopo di confutare la diceria dei Giudei, che accusavano i cristiani di aver trafugato dal sepolcro il corpo di Gesù per poi proclamarne la risurrezione.

Il quarto episodio è costituito da un’introduzione narrativa in cui si re­gistra l’esecuzione da parte dei disce­poli dell’ordine di recarsi in Galilea (cf. 28,7.10) e la diversa reazione all’appari­zione di Gesù, di adorazione e di dubbio (28,16-17) e dal messaggio del Risorto che si articola intorno a tre elementi: la rivelazione dell’autorità di Gesù (28,18); il mandato missionario (28,19-20a); l’assi­curazione della presenza perenne di Cri­sto nella Chiesa (28,20b).

Il vangelo di Marco presenta nella sua conclusione problemi critico-testuali. La maggior parte degli studiosi è d’accordo nell’attribuire 16,1-8 all’evangelista, men­tre considera 16,9-20 un’aggiunta tardi­va. Rimane invece aperta la questione se 16,1-8 costituisca la conclusione voluta da Marco oppure se la conclusione non sia stata completata o sia andata perduta.

In Mc 16,1-8 si riferisce che alcune donne si recano al sepolcro e vi entrano (16,1-5), ricevono l’annuncio della risur­rezione di Gesù e l’incarico di informare i discepoli (16,6-7), reagiscono con fuga, timore, spavento, silenzio e paura (16,8).

Nel finale canonico (16,9-20) vengono invece riassunti i racconti delle appari­zioni di Gesù ed altro materiale presente negli altri vangeli: apparizione a Maria di Magdala (16,9-11; cf. Gv 20,11-18); apparizione a due discepoli in cammino verso la campagna (16,12-13; cf. Lc 24,13-35); apparizione agli Undici a mensa e affidamento della missione (16,14-18; cf. Lc 24,36-49; Gv 20,19-23); ascensione di Gesù (16,19; Lc 24,50-51) e inizio della missione (16,20; cf. il libro degli Atti).

Nel vangelo di Luca i racconti pasqua­li si svolgono attorno alla città di Geru­salemme e sono racchiusi in una sola giornata. Essi sono costituiti da quattro episodi: la visita delle donne al sepolcro (24,1-12), l’apparizione di Gesù ai disce­poli di Emmaus (24,13-35), l’apparizione agli apostoli (24,35-49), l’ascensione di Gesù e il ritorno dei discepoli a Gerusa­lemme (24,50-53).

Nel primo episodio registriamo le se­guenti piccole unità: le donne si recano al sepolcro di Gesù (24,1-3); due uomini annunciano alle donne la risurrezione di Gesù (24,4-8); le donne portano la notizia agli Undici (24,9-10a); gli Undici reagi­scono alle parole delle donne (24,10b-12).

Il secondo episodio presenta due di­scepoli che da Gerusalemme ritornano a Emmaus (24,13-14). Gesù, non rico­nosciuto, si accosta e dialoga con loro (24,15-27). Dopo l’ingresso in casa, Gesù spezza il pane e lo riconoscono (24,28-32). Nella stessa ora i due ritornano a Ge­rusalemme e raccontano alla comunità l’accaduto (24,33-35).

Nel terzo episodio si racconta l’appa­rizione di Gesù agli apostoli colti da pau­ra (24,36-37). Gesù cerca di convincerli della sua identità e realtà (24,38-43) poi dà loro le ultime istruzioni (24,44-49).

Il quarto episodio mostra Gesù che conduce i discepoli verso Betania e ascen­de al cielo (24,50-51). Poi i discepoli fan­no ritorno a Gerusalemme e lodano Dio nel tempio (24,52-53).

Il vangelo di Giovanni è il solo a de­dicare due capitoli ai racconti pasqua­li. Nel primo capitolo abbiamo quattro scene: Pietro e l’altro discepolo al sepol­cro (20,1-10); l’apparizione del Risorto a Maria di Magdala (20,11-18); l’apparizio­ne ai discepoli (20,19-25); nuova appari­zione presente Tommaso (20,26-29). Si ha poi una prima conclusione (20,30-31) in cui viene indicato lo scopo del vangelo.

Nel secondo capitolo abbiamo altre due scene: la terza apparizione di Gesù ai discepoli con la pesca miracolosa (21,1-14) e i due dialoghi di Gesù con Pietro in cui Gesù affida a Pietro l’incarico di pa­scere il gregge (21,15-17) e gli annuncia la sua sorte e quella del discepolo amato (21,18-23). Segue un’altra conclusione ge­nerale (21,24-25).

Il confronto dei testi citati rivela che l’unica pericope comune ai vangeli è la visita di alcune donne al sepolcro di Gesù (in Giovanni solo Maria di Magda­la). Gli altri testi sono propri dei rispetti­vi vangeli, sebbene talvolta esistano dei paralleli.

Questa constatazione permette due conclusioni: a) nella chiesa primitiva esi­stevano molte tradizioni pasquali (le lettere paoline ne riportano altre, vedi ad esempio 1Cor 15,3-8); b) gli evangelisti presentano solo una scelta di queste tradizioni e le for­mulano con una certa libertà.

Al di là delle tante differenze, riman­gono alcuni elementi comuni: la scoper­ta del sepolcro vuoto, che non prova la risurrezione di Gesù, ma ne è un segno; l’affermazione della risurrezione come evento realmente accaduto, sebbene sot­tratto allo sguardo umano; l’affermazio­ne di alcune apparizioni di Gesù risorto.

Questi elementi costituiscono il nu­cleo della fede in Cristo risorto, mentre tutto il resto mostra lo sforzo della Chie­sa primitiva di conoscere e approfondire questa fede.

di Michele Giannone

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