IL CORPO COME SEGNO DELLA CHIAMATA DI DIO

Tra le vocazioni dei profeti, quella di Geremia ha una peculiarità che lo differenzia dagli altri profeti. Non è solo la voce di Geremia ad essere profetica, ma l’intera vicenda della sua esistenza; è il suo corpo a parlare a Israele e alle genti.

In Ger 1,5 abbiamo due momenti fondamentali della vocazione profetica: la consacrazione e la missione. I “ti ho conosciuto” e “ti ho consacrato” esprimono il legame del profeta con la sua “consacrazione”. “Ho fatto di te un profeta delle nazioni” rappresenta invece la missione. Questi tre verbi devono essere interpretati insieme. Particolarmente importante è il verbo “formare”, che indica la formazione del corpo di Geremia nel grembo materno. Con le due frasi “prima di formarti nel ventre” e “prima che uscissi dall’utero” (Ger 1,5) s’intende la concezione e il parto di un bambino. Sono il momento iniziale e finale della vita intrauterina.

La parola “prima” non indica un’anteriorità nel senso cronologico e neppure ontologico del termine, ma un “prima” teologicamente fondatore. Dio solo crea e ciò non dipende dagli uomini.

Si tratta di una anteriorità dell’elezione rispetto della formazione del corpo. Confrontando due racconti Gdc 13,5  - “Il fanciullo sarà un nazireo consacrato a Dio fin dal seno materno” (la nascita di Sansone) e Ger 1,5 “Prima che io ti formassi nell’utero materno, ti ho conosciuto” -  si possono notare delle interessanti assonanze, soprattutto riguardo la stretta relazione tra nascita e missione. Tuttavia sono evidenti anche le differenze. (1) Nel testo geremiano la dimensione ‘corporea’ viene ad assumere un ruolo di primo piano, attraverso l’uso del vocabolario: la formazione del corpo del profeta nel grembo materno e il suo venire alla luce dalle viscere. (2) Nel testo Gdc 13 si parla anche dell’annunciazione alla moglie di Manoach e viene evocata la dimensione corporea attraverso la presenza di un figlio nel seno materno (Gdc 13,5.7), il nazireo di Dio “fin da” (mil) quel momento; invece nel testo geremiano viene evidenziata la “precedenza” dell’elezione rispetto alla formazione del corpo del profeta.

In Geremia è chiara l’insistenza sull’anteriorità rispetto alla formazione del corpo nel grembo e alla nascita. C’è una coincidenza tra il venire nel mondo del profeta e la sua missione. La vocazione profetica, il compito che essa implica nei confronti del popolo, non sono un elemento ‘aggiunto’, estrinseco rispetto alla vita del profeta, ma sono coincidenti con essa: il corpo viene “formato” nel grembo come “corpo profetico” ed “esce dalla viscere” per adempire la missione per cui è stato formato.

Il verbo “formare” (Ger 1,5) è il verbo della creazione dell’uomo intesa come l’opera di un vasaio. Nella concezione antica è Dio che forma l’embrione umano e gli dà forma nel ventre materno, come fa un vasaio con l’argilla (Gen 2,7; Sal 139,13-16). Il profeta è formato nel grembo e contemporaneamente viene chiamato per essere profeta di Dio.

Il verbo “conoscere” (Ger 1,5) esprime una forma più intima nel rapporto tra due persone, in senso fisico e spirituale, ed esprime il rapporto sessuale, che è la forma più profonda della conoscenza di una persona: “Adamo conobbe Eva, la sua donna, la quale concepì e partorì Caino” (Gen 4,1). Prima ancora di esistere, Geremia è stato amato da Dio; conoscere è dunque sinonimo di amare. Questa esperienza di amore è anche l’esperienza che ha fatto Geremia, quando ha parlato di seduzione (Ger 20,7).

Inoltre il verbo “conoscere” (Ger 1,5) in alcuni testi viene usato per indicare l’atto del “riconoscimento” compiuto nei confronti del Figlio; come Isaia 63,16 “Abramo non ci riconosce, Israele non sa chi siamo, ma tu, Signore, sei nostro Padre”. Questo significa che Abramo non riconosce (non è nostro Padre), il Signore conosce, è nostro Padre. Questo uso della radice di “yada” ci fa notare che il rapporto tra Dio e Geremia è il rapporto di paternità originaria per il fatto che il “riconoscimento” di Geremia avviene prima del concepimento (prima del “principio”)

Non solo è simile a Mosè ma anche Davide gode del favore che consiste nell’“essere conosciuto” da Dio: “Tu conosci il tuo servo Signore Dio. Per amore della tua parola e secondo il tuo cuore, hai compiuto tutte queste grandi cose, facendole conoscere al tuo servo” (2Sam 7,20-21), ha un nesso significativo con la rivelazione “poiché tu, Signore degli eserciti, Dio d’Israele, hai fatto una rivelazione al tuo servo” (2Sam 7,20-21). Anche per Geremia l’“essere conosciuto” da Dio significa avere un rapporto d’intimità con Dio: quest’intimità si esprime con la comunicazione della parola.

Il verbo “consacrare” (Ger 1,5) significa “mettere da parte” oppure “separare” una persona o un oggetto per un particolare servizio alla divinità. Geremia viene consacrato da Dio, viene consegnato come proprietà di Dio o meglio “messa a parte” da parte di Dio per se stesso, in vista di una particolare funzione o missione.

Dunque dietro il concetto di “conoscere” e di “consacrare” (Ger 1,5) c’è un concetto di “scelta” o “elezione”. Geremia è stato scelto da Dio come uno sposo sceglie la sua sposa fra le tante donne. Egli è stato separato dagli uomini per appartenere a Dio in modo particolare unico. Il profeta è l’uomo che possiede una straordinaria unione con Dio, egli è “l’uomo di Dio”. Nel profetismo biblico classico il profeta è l’uomo della comunione con Dio. Geremia troverà in questa comunione con Dio la risposta alle sue crisi “io sono con te” (Ger 1,8).

La consacrazione quindi esprime la missione di Geremia: “Ho fatto di te un profeta per le nazioni” (Ger 1,5). Il termine “natal” in ebraico significa “dare”. Letteralmente il testo suona così: “Io ti ho dato, consegnato”. Più con la sua traduzione di “stabilito”, forse bisognerebbe intenderlo con il significato di “dare” e “consegnare”. Il profeta è un “donato”. Non rimane con Dio. Dio lo dona, lo regala, lo consegna al mondo.

di Andrea Pino

L'ULTIMO NUMERO

RUBRICHE
SERVIZI

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, a scopi pubblicitari e per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso Accetto