QUARESIMA SEGNO SACRAMENTALE DELLA NOSTRA CONVERSIONE

I vangeli della quaresima sono un invito a compiere con fiducia il nostro cammino di conversione poiché la misericordia del Padre è più grande anche del nostro cuore che ci condanna

La Quaresima è “segno sacramentale della nostra conversione” (Colletta della I domenica di Quaresima). In questo cammino di conversione, scandito in cinque tappe, veniamo guidati dalla Parola del Signore proclamata di volta in volta. I testi delle prime quattro domeniche sono tratti dal vangelo di Luca, mentre il testo dell’ultima domenica è preso dal Vangelo di Giovanni (tuttavia alcuni manoscritti antichi ci testimoniano che anche questo testo poteva trovarsi nel Vangelo di Luca).
Nella I domenica viene letto il racconto delle tentazioni di Gesù (Lc 4,1-13).
Esso differisce da quello di Matteo per l’ordine con cui vengono presentate le tre prove a cui il diavolo sottopone Gesù (in Matteo: pane, magia, potere; in Luca: pane, potere, magia). Il motivo per cui Luca propone una cadenza diversa è forse di ordine topografico e teologico: egli unisce le due tentazioni che hanno come scenario il deserto e pone per ultima la tentazione sul pinnacolo del tempio perché prefigura l’assalto definitivo di Satana durante la passione (cf. v. 13). Indipendentemente dal loro ordine, ci
ò che il diavolo suggerisce a Gesù è di percorrere una via messianica conforme alle attese popolari. “Conformarsi alle attese del popolo (per essere in tal modo accettato e popolare) o attenersi alla parola di Dio? Ecco la prova. Lette a questo livello, si comprende che le tre tentazioni si riducono nella sostanza a una sola” (B. Maggioni).
Nella II domenica viene proclamato il racconto della trasfigurazione (Lc 9,28b-36). Si tratta di un episodio di rivelazione, in cui viene svelata l’identità profonda e nascosta di Gesù e affermato il “legame indissolubile tra passione e gloria” (G. Rossé). Infatti, l’apparizione di Mosè ed Elia, che discorrono con Gesù del suo esodo, è in connessione con le predizioni delle sofferenze di Gesù (cf. Lc 24,26-27; At 26,22-23).
La dichiarazione divina “Questi è il Figlio mio, l’eletto” evoca la figura del Servo sofferente del Signore (cf. Is 42,1). Infine, il cambiamento d’aspetto e le vesti candide e splendenti rimandano all’immagine del Figlio dell’uomo di Daniele, glorioso e vittorioso. Quindi, “Gesù, incamminato verso la Croce, è in realtà il Signore, è il Risorto” (B. Maggioni).
Nella III domenica il testo proposto è Lc 13,1-9. Nella prima parte (vv. 1-5) risuona un pressante invito alla conversione attraverso il commento di due fatti di cronaca riferiti soltanto dall’evangelista Luca: i galilei uccisi da Pilato e i diciotto uccisi dal crollo della torre Siloe. Gesù afferma che quegli uomini non erano più peccatori degli altri e che per poter sfuggire all’incombente giudizio di Dio è necessario un cambiamento radicale. La seconda parte (vv. 6-9) presenta la parabola del fico con la quale viene ribadita la necessità urgente della conversione. La pazienza di Dio ha un limite, per questo bisogna sfruttare quel tempo residuo, meritato da Gesù e donato da Dio all’umanità.
Nella IV domenica il brano prescelto è Lc 15,1-3.11-32. Nei versetti introduttivi (vv. 1-3) viene illustrata la situazione storica: Gesù accoglie pubblicani e peccatori e mangia con loro, suscitando le mormorazioni di farisei e scribi. Per giustificare questo suo comportamento che sconvolge la comune concezione di un Dio che premia i giusti e punisce i peccatori, Gesù racconta la parabola del padre misericordioso (vv. 11-32). Come il padre accoglie il figlio minore che si è allontanato da casa e corregge il maggiore invitandolo a far festa con lui e con il fratello, così Gesù accoglie i peccatori e rimprovera gli scribi e i farisei per la loro visione di un Dio più giudice che padre. Nell’agire di Gesù si manifesta dunque il volto misericordioso di Dio.
Nella V domenica viene letto il racconto dell’adultera perdonata (Gv 8,1-11). Scribi e farisei conducono a Gesù una donna colta in flagrante adulterio per metterlo alla prova: se Gesù assolveva l’adultera si poneva contro la Legge che per l’adulterio prevedeva la condanna a morte (cf. Lv 20,10; Dt 22,22-24); se, invece, la perdonava si alienava la simpatia del popolo, che lo ammirava per la sua bontà e tolleranza. La risposta di Gesù è spiazzante: “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei” (v. 7). Il giudizio non riguarda solo la donna, ma tutti. Perciò, gli accusatori della donna se ne vanno, cominciando dai più vecchi, i quali forse perché più assennati avevano compreso la lezione di Gesù oppure perché invecchiando avevano accumulato più peccati. Rimasti solo loro due, Gesù pone alla donna una domanda, non per interrogarla, ma per perdonarla. “Gesù, pur disapprovando il peccato della donna, con un atteggiamento pieno di bontà fa ricuperare all’adultera la sua dignità e la indirizza sulla via dell’onestà, comandandole di non peccare più” (A. Poppi).
In buona sostanza, i vangeli di questa Quaresima sono un invito a compiere con fiducia il nostro cammino di conversione, poiché la misericordia del Padre è così grande che, se anche il nostro cuore ci condanna, Egli per mezzo di Cristo ci giustifica (cf. 1 Gv 3,19-20).

di Michele Giannone

L'ULTIMO NUMERO

RUBRICHE
SERVIZI

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, a scopi pubblicitari e per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso Accetto