Zaccaria, padre del Battista un uomo nelle mani di Dio

Ci domandiamo per quale motivo Zaccaria diventa muto? Molti di noi potrebbero affermare per colpa della sua incredulità. Con ogni probabilità il motivo è legato al suo ruolo sacerdotale nel tempio

La vita sacerdotale di Zaccaria è stata descritta all’inizio in modo positivo dall’evangelista Luca: «Era giusto davanti a Dio e osservava irreprensibile tutte le leggi e le prescrizione del Signore» (Lc 1,6). L’aspetto più sorprendente di Zaccaria è che, pur essendo un sacerdote giusto e praticante, non riusciva a credere che persone in età avanzata potessero avere figli. Zaccaria certamente voleva credere alle parole dell’angelo, ma era fortemente in difficoltà, dacché “sia lui che Elisabetta non erano nelle condizioni di avere un figlio” (Luca 1,7). La sua reazione fu naturale umanamente parlando, ma non considerò, però, che il messaggio era soprannaturale! Proveniva da Dio.
Da una parte i suoi dubbi non erano giustificabili, perché Zaccaria doveva sapere che Dio aveva dato Isacco ad Abramo e Sara in età avanzata, o Samuele alla sterile Anna. Dall’altra parte i suoi dubbi sono comprensibili da un punto di vista umano: come potevano avere un figlio visto che sia lui e la moglie erano in età avanzata? (Lc 1,7). Zaccaria ha creduto più alla circostanza che al messaggio di Dio e a quello che Dio era nelle condizioni di fare. Noi siamo chiamati a considerare la situazione dal punto di vista di Dio e non dal nostro! Dio non è limitato dalla nostra fragilità, o dai condizionamenti umani! Zaccaria non ha creduto alla Parola dell’Angelo che era la Parola di Dio, e non ha considerato che Dio può fare cose straordinarie. Dio va oltre le nostre circostanze e limitazioni.
Zaccaria ha un ruolo importante nel Tempio del Signore (Lc 1,8). Quello che accade a  Zaccaria nel tempio sorprende ancora una volta. Mentre stava servendo il Signore, mentre dunque stava offrendo l’incenso, Zaccaria ricevette l’apparizione dell’angelo. Era incredulo, dunque, un sacerdote che stava servendo il Signore nel tempio e che aveva pregato per avere un figlio! L’angelo rispose: “Io sono Gabriele, che sto davanti a Dio” (Lc 1,19). L’incredulità di Zaccaria era più grave perché stava rifiutando di credere che Dio avesse risposto alle sue preghiere. Certamente Zaccaria aveva perso ogni speranza per via della sua anzianità, così come per quella della moglie (che era anche sterile), ma le promesse di Dio non si realizzano quando noi vogliamo o pensiamo sia giusto, ma quando è il momento opportuno, e solo Dio sa quando lo è.
Il nostro saggio Qohelet, quando definisce il tempo di Dio, non fa riferimento a momenti del tempo cronologico (cronos), ma a «occasioni» o «situazioni». Il nostro saggio parla piuttosto di «opportunità» del tempo «giusto» nel quale ogni cosa dovrebbe accadere. Dal punto di vista dell’uomo può esserci paradossalmente una frattura tra il «giusto» tempo considerato e quello, invece, sperimentato dall’uomo che non sempre appare come «giusto». D’altra parte anche gli uomini dovrebbero sapere agire al momento opportuno, ma non sempre lo fanno. Di fronte a queste idee del tempo, le conclusioni del Qohelet sono da un lato pessimistiche (lo sforzo dell’uomo è inutile), dall’altro moderate  (non conosciamo quando è il momento opportuno). Perciò si tratta di accettare da Dio le occasioni che Egli offre (cf. Qo 3, 12-13) e, per il resto, sottomettersi a Lui, cioè temerlo (Qo 3,14).
A causa della sua incredulità, Zaccaria diventa muto: «Ecco, tu sarai muto, e non potrai parlare» (Lc 1,20). Il fatto che Zaccaria diventa muto indica che la situazione non è sotto il suo controllo, ma resta saldamente nelle mani di Dio. Il termine «ecco» (idou) ci fa sapere il punto di vista dell’angelo Gabriele davanti all’incredulità di Zaccaria: significa “guarda, osserva, fai attenzione”. Dio aveva mandato un messaggero con un messaggio importante, e rifiutare questo messaggio è pertanto una cosa grave, non priva di conseguenze: Zaccaria sarebbe stato punito, sarebbe stato muto.
Comunque sia la persona di Zaccaria (giusto e praticante), sia la sua funzione sacerdotale (il servizio nel tempio) creano una sorpresa nel lettore. Ci domandiamo per quale motivo Zaccaria diventa muto? Molti di noi potrebbero affermare per colpa della sua incredulità.  A mio avviso, il motivo è legato al suo ruolo sacerdotale nel tempio, dacché la sua incredulità diventa troppo grave in relazione a questo ruolo. Probabilmente egli incarna bene il ruolo del sacerdote, ma solo da un punto di vista esteriore, più attento all’autorità che ne deriva, che alla fede che dovrebbe sottenderlo.  Il suo ruolo consiste nel compiere tutti riti liturgici, il servizio sull’altare, la predicazione della parola di Dio in modo perfetto, che può essere definito «irreprensibile». Invece egli dimentica che il compito di un sacerdote è incarnare la parola di Dio nella sua vita.
Il mutismo di Zaccaria diventa paradigma del nostro mutismo, quando vediamo e consideriamo la vita sacerdotale come funzionale. Siamo «muti» quando non riusciamo a dire una parola vera e sincera di conforto ai bisognosi perché la parola di Dio non si è realmente incarnata nel nostro corpo e nella vita concreta. «Ho sentito dentro di me un fuoco» (Ger 20,9). Anche Geremia sente dentro di sé qualcosa che non coincide con se stesso, lo riconosce come una espressione di un Altro. Non è così: non è il non-io che si scontra con l’io, ma è l’io di Dio che diventa parte di se stesso.

di Truong Cong Bang

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