L’ASCOLTO CHE DÀ IL SENSO DELLA VITA LA BELLA STORIADELLA PARTE MIGLIORE

Mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta». (Lc 11, 38-42).

Un Dio chiede ospitalità per entrare nella nostra casa. Trattasi non di una casa materiale, ma del nostro cuore. È lì che Egli vuole entrare. Infatti, nel libro dell’Apocalisse dice: «Ecco, Io sono alla porta e busso, se qualcuno ascolta la mia voce, e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui, ed egli con me» (Ap 3,20). Cristo dunque vuole essere accolto nella nostra casa. Il nostro Dio ha bisogno di affetto, di una carezza, del calore umano, di amicizia sincera. Forse noi abbiamo l’abitudine di immaginare il nostro Dio come un Re seduto sul trono, che osserva i nostri errori, e a cui dobbiamo chiedere perdono! Il nostro Dio, al contrario, ha bisogno di essere accolto. Nel Vangelo di Luca si dice che Gesù viene accolto da Marta e dalla sorella Maria. Maria è «seduta ai piedi» del Signore per ascoltare, Marta invece è distolta dai molti servizi. Marta, vedendo sua sorella in ascolto, comincia ad agitarsi e dice «Signore non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti!».
Marta è l’immagine di coloro che si danno fare, si adoperano per portare avanti tante cose. Quale è il problema principale di Marta? Il personaggio di Marta è simile a tante persone che hanno un ruolo e un lavoro importante, iniziano la loro attività quotidiana presto al mattino, lavorano anche di sabato e domenica, non hanno neppure il tempo per respirare. Marta simboleggia proprio queste persone che svolgono lavori impegnativi, al meglio delle loro possibilità, ma senza mai riuscire a fermarsi davanti al Signore per chiedere dove stanno andando e quale è il senso della propria esistenza.  
Nella lettera di Giacomo, egli dice «siete pieni di desideri e non riuscite a ottenere» (Gc 4,2): troppe sono le cose da fare, troppi desideri soffocano l’uomo. Sentiamo madri che dicono “mio figlio è impegnato nel volontariato, buono, generoso”, ma spesso questi stessi figli non hanno mai preso in mano un Vangelo o non hanno mai partecipato ad una Messa. Queste persone si adoperano per compiere buone azioni, anche fatte bene, ma spesso non sanno esattamente verso quale direzione stanno andando. L’atteggiamento di Marta ci fa capire che non è una persona serena, felice, dacché le cose belle che sta compiendo non hanno un reale senso profondo. Non è soddisfatta della sua vita, è sempre agitata, non è contenta, si agita e se la prende con Gesù.
Davanti a questo nervosismo di Marta, Gesù rispose: «Marta, Marta». Quando nella Bibbia un nome viene ripetuto due volte, vuole dire che c’è una vocazione. Ricordiamo “Samuele, Samuele”, “Mosè, Mosè”, “Abramo, Abramo”. Gesù vuole invitare Marta a comprendere il significato profondo della sua vita e la direzione verso cui essa deve andare. Se si vuole dare un senso alla propria vita bisogna avere chiarezza sull’obiettivo finale. Non è il lavoro né l’impegno quotidiano che ci fanno allontanare da Dio, ma è l’alienazione, che ci fa perdere la testa, ci fa concentrare solo ed esclusivamente sul lavoro, e non ci consente di pensare al nostro Dio.
Marta rappresenta una figura che non ha una prospettiva che contempli Dio. Infatti Gesù dice a Marta: «Maria ha scelto la parte migliore» cioè quella di ascoltare la parola di Dio, di dare un senso alla propria vita. Bisogna ascoltare attentamente, prima di qualsiasi azione.
Non troviamo nel testo nessuna parola di Maria. Maria è in silenzio, vuole capire, vuole ricevere il messaggio del Maestro. Certamente lavorerà con gioia. Nel Vangelo di Giovanni, quando Gesù si trova in Betania, Maria porta il profumo per i Suoi piedi (Cf Gv 14). Ha compreso il senso della sua vita, che si fonda sull’Amore. Gesù non condanna il lavoro di Marta, ma vuole solo avvertirla, darle un messaggio: “Marta, vedi che questa attività ti porterà solo alla confusione. L’unica soluzione per riacquistare la serenità viene dall’ascolto della parola del Vangelo”.

di Truong Cong Bang

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