[Venosa] Premio Carlo Levi. LA CROCE TRINITARIA E IL MEDITERRANEO

Meritevole di un riconoscimento fuo­ri concorso nell’ultima edizione del Premio Letterario Nazionale Carlo Levi, “Il blu il rosso nel Mediterraneo colori di un millennio” di Francesco Di Tria e Angelo Cipollone richiama nel titolo i colori della croce disarma­ta, che costituisce l’emblema dell’Or­dine Trinitario.

Sempre, in tempo di crociate e ğihād, spiega infatti con poetica in­cisività padre Giulio Cipollone nel­la postfazione, “L’azzurro e il rosso della croce dei trinitari illuminano il Mediterraneo: una croce bicolore […] a superare l’iconografia e la simbolica del rosso come lotta e guerra, insie­me all’azzurro per indicare lo spazio dell’umanità piagata e l’invito a guar­dare in alto sul piano dell’orizzonte verticale. Una policromia a indicare un progetto di liberazione dalle catene della sofferenza umana”.

Il primo dei due volumi, di cui si compone l’opera, edita da AGA di Alberobello all’inizio del 2016, è strut­turato in 7 lunghi e densi capitoli ar­ricchiti dalla prefazione di mons. Sal­vatore Ligorio - e dalla già ricordata postfazione di Giulio Cipollone, oltre che da una utile introduzione dello stesso Di Tria.

Il secondo volume, invece, è co­stituito dagli apparati, distribuiti in 5 sezioni, da una esaustiva bibliografia, dalla sitografia e dagli indici.

L’opera, il cui coordinamento edi­toriale è stato sapientemente curato da Franco Deramo, è completata, ol­tre che dalla inserzione di documen­ti di straordinaria rilevanza, da un lussureggiante atlante iconografico, che propone una miriade di stupende foto, sempre funzionali al testo e pro­venienti da archivi pubblici e privati.

Il filo conduttore della ricostruzio­ne e della narrazione storica può esse­re considerato l’idea dell’accoglienza e del servizio, che anima i Padri Tri­nitari a Venosa e poi Bernalda-Meta­ponto fin dal loro insediamento, pur nel frenetico e spesso convulso muta­re degli scenari storici. Ed è per que­sto che, come sottolinea mons. Ligorio nella prefazione, nei due centri lucani risalta sempre la “originaria vocazio­ne dell’Ordine dei Trinitari nati per la liberazione dei Captivi già al tempo delle Crociate”, che oggi si manifesta e si sublima nella forma “di aiuto ai ‘piccoli’, agli esclusi ed emarginati”.

“Il blu il rosso nel Mediterraneo”, dunque, si rivela un saggio prezioso per molte ragioni. Lo spessore dell’in­dagine storica e la ricchezza documen­taria, tramite vicende legate a un tema specifico, consentono di mettere a fuo­co un lungo e tumultuoso millennio, che tra meschinità e grandezze, splen­dori e miserie ha segnato non solo la vita di piccole comunità della regione, quali sono appunto Venosa e Bernal­da-Metaponto fra loro gemellate dalla presenza dei Padri Trinitari, ma più in generale dell’intera Lucania-Basilica­ta e dello stesso Mezzogiorno.

di Vito Angelo Colangelo

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